Cagliari. Un'altra mina sulla Sanità sarda. La fanno esplodere dieci direttori di Pronto Soccorso degli ospedali. Hanno scritto una lettera di autodifesa indirizzata all'assessore alla Sanità Bartolazzi e ai Commissari Straordinari delle Asl. Tutto prende il via dal caso della donna 82 enne ricoverata nella struttura d'urgenza del Sirai di Carbonia per una frattura al femore e morta dopo 12 giorni. Nella lettera si spiega quello che è ben risaputo. I Pronto Soccorso rappresentano la punta più drammatica di sofferenza del sistema sanitario. Ma proprio questi presidi, viene sottolineato, sono quelli che non chiudono mai. I medici sono sottoposti a turni di lavoro stressanti con carenza non solo di personale ma soprattutto di posto letto nei reparti. Sono lamentele giuste e reali, che esprimono la crisi di una situazione che non regge perché è il sistema che è in crisi. I medici e gli operatori dei Pronto Soccorso sostanzialmente sono vittime di una configurazione strutturale e organizzativa che è lo specchio della crisi del sistema salute della Sardegna. L'atto pubblico di denuncia è sintomatico di una emergenza che stenta a vedere la luce in fondo al tunnel. Purtroppo. Mario Guerrini.