Delmastro sbarca in Sardegna, Perantoni all'attacco: "Passerelle e orecchie da mercante sul 41-bis"

Il sottosegretario alla Giustizia visita Sassari e Alghero per parlare di referendum. Il deputato 5 Stelle gli ricorda la condanna in primo grado. Guerrini: "Tre carceri di massima sicurezza su sette sono qui, è la solita filosofia colonizzatrice di Roma".

di Pasqualino Trubia

Sassari – Andrea Delmastro fa tappa nel nord Sardegna. Il sottosegretario alla Giustizia arriva a Sassari e Alghero. Parla di carceri e lancia la volata al referendum sulla giustizia. Ma la visita istituzionale si trasforma subito in un bersaglio politico. Ad aprire il fuoco è il deputato sardo del Movimento 5 Stelle, Mario Perantoni. A fargli eco c'è l'analisi ruvida del giornalista Mario Guerrini. Il tema è uno solo: il 41-bis.

Le orecchie da mercante Il piano del Governo prevede sette carceri in Italia destinate al regime di massima sicurezza per i boss mafiosi. Ben tre si trovano in Sardegna. Un carico che ha scatenato la rivolta trasversale dell'Isola. Perantoni punta il dito contro i silenzi dell'esponente di Fratelli d'Italia: «Ci sorprendono, ma fino a un certo punto, le parole del sottosegretario Delmastro in visita a Sassari. Arriva in Sardegna per parlare di referendum e giustizia, ma sul 41-bis - tema su cui ha la delega diretta - continua a fare orecchie da mercante».

Il parlamentare accusa la destra di usare armi di distrazione di massa: «I problemi legati al 41-bis sono seri e non meritano il solito schema della destra: spostare l’attenzione, agitare polemiche, evitare il merito. È accaduto anche di recente: si è preferito parlare di Pucci piuttosto che dei 32 mesi consecutivi di crollo della produzione industriale. Un copione già visto».

La rivolta istituzionale La Sardegna non vuole trasformarsi nella Caienna d'Italia. Perantoni ricorda a Roma che la mobilitazione contro i trasferimenti è totale e compatta: «La comunità sarda sta tenendo alta l’attenzione sul 41-bis perché quello che sta accadendo in Sardegna è vergognoso. Tutte le istituzioni sarde, dalla regione ai sindaci, hanno deciso di mobilitarsi per denunciare quanto sta accadendo. Forse a Delmastro è sfuggito che il consiglio regionale ha votato una mozione, quasi ad unanimità, in cui si chiedeva di aprire un tavolo su questo tema».

L'attacco personale L'affondo finale del deputato pentastellato è frontale. Colpisce le vicende giudiziarie del sottosegretario e chiede un confronto reale, lontano dai riflettori: «Delmastro oggi viene a parlare di referendum sulla giustizia, proprio lui che è stato condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio. Se davvero vuole confrontarsi, inizi a farlo con le istituzioni sarde, sedendosi ad un tavolo e non davanti alle telecamere senza contraddittorio. La Sardegna merita rispetto, non propaganda».

L'osservatorio di Guerrini A tracciare il bilancio della visita ci pensa anche Mario Guerrini. Nel suo "Osservatorio", il giornalista fotografa i numeri del sistema penitenziario (quasi la metà delle strutture 41-bis italiane concentrate sull'Isola) e inquadra la missione di Delmastro come l'ennesimo sgarbo di Stato: «Il solito atteggiamento in linea con la classica filosofia colonizzatrice del Governo di Roma. Oggi di destra. Ma sostanzialmente identica a tutti gli altri. Nella forma mostra peraltro accenti di arroganza e supponenza di gran lunga superiori».

La chiosa di Guerrini è amara e boccia l'intera classe dirigente nazionale: «Per la politica italiana un periodo particolarmente buio. Per la Sardegna un fardello di passerelle umilianti».

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