Oggi e domani a Ostenda l'hackathon continentale sull'intelligenza artificiale.
Lo studente di Quartucciu presenta un'app che scova le malattie neurodegenerative analizzando la voce dal cellulare.
di Pasqualino Trubia
Ostenda (Belgio) – Diciotto anni, un biglietto aereo in tasca e un algoritmo nello smartphone. Leonardo Tronci è arrivato in Belgio. Lo studente di Quartucciu è l'unico italiano in gara all'EP PerMed Hackathon 2026, la competizione continentale sull'intelligenza artificiale applicata alla medicina in programma tra oggi e domani a Ostenda.
Il medico nel telefono
Cosa porta in valigia il ragazzo sardo? Un progetto battezzato "Kinematic Voice AI – Vital-Tronic". La traduzione pratica è semplice: un software per i telefoni cellulari studiato per fiutare i primi segnali delle malattie neurodegenerative (come il Parkinson). L'intelligenza artificiale analizza il tono della voce e i micro-movimenti della mano che impugna lo smartphone. Niente aghi, niente macchinari costosi. Uno screening precoce, non invasivo e replicabile su vasta scala.
La sfida ai cattedratici
Partito ieri dall'aeroporto di Elmas, l'alunno del Liceo Classico Europeo Esabac (Convitto Nazionale di Cagliari) si siede oggi al tavolo dei grandi. Nelle prossime 48 ore dovrà difendere la sua invenzione confrontandosi con ricercatori professionisti e professori universitari arrivati da tutta Europa.
Prima dell'imbarco, Leonardo ha dettato la linea senza timori reverenziali:
«Sono pronto ad andare in Belgio e portare il mio progetto a livello internazionale. Terrò alto il nome della Sardegna e dell’Italia. Kinematic Voice AI è pronto al decollo, proprio come me oggi, ed è una tecnologia che può essere replicata in altri Paesi europei oltre all’Italia.»
I precedenti e i ringraziamenti
Tronci non è un debuttante. Nel curriculum vanta già un terzo posto mondiale al "Future Minds AI 2025" (anche lì unico italiano in finale) con EmoPet, un sistema di supporto emotivo digitale per i bambini.
Prima di spegnere il telefono per il decollo, il giovane inventore ha diviso i meriti con chi è rimasto sull'Isola:
«Ringrazio la mia famiglia, che mi accompagna in ogni passo, e i miei docenti, che mi hanno dato una visione multidisciplinare della conoscenza. Un saluto speciale alla mia classe, la 5F del Liceo Classico Europeo ESABAC, che fa il tifo per me: porto con me anche loro.»