Cagliari in piazza contro l'arrivo dei boss al 41-bis. Todde: "Sardegna non è una periferia"

Fasce tricolori a Piazza Palazzo. Scontro politico sulle presenze tra Movimento 5 Stelle e Fratelli d'Italia. La Governatrice: "Leale collaborazione con lo Stato richiede rispetto. Andiamo a Roma".

Cagliari – La Sardegna scende in piazza contro l'arrivo dei mafiosi al 41-bis. Ma la protesta si trasforma subito in una guerra di cifre. In Piazza Palazzo ci sono i cittadini, le associazioni e i sindaci con la fascia tricolore. Il palazzo della Regione parla di oltre 1.500 presenze. Per il Movimento 5 Stelle si arriva a duemila. Per l'opposizione di Fratelli d'Italia la piazza è un flop da duecento persone.

Il nodo dei 240 boss La mobilitazione nasce contro il piano carcerario nazionale. Roma vuole trasferire negli istituti di massima sicurezza sardi (Uta, Bancali e Badu ’e Carros) fino a 240 detenuti in regime di 41-bis. Significa assorbire circa un terzo del totale nazionale dei boss mafiosi.

La presidente Alessandra Todde sale sul palco e detta la linea istituzionale: «È una piazza di tutti. Non ci sono bandiere di partito, c’è la voce della Sardegna. Questa è una battaglia che non appartiene a una parte politica. È una richiesta di rispetto che attraversa territori e sensibilità diverse».

Il patto tradito e le servitù La Governatrice svela i retroscena dei colloqui con il Governo Meloni. Il dialogo si è interrotto. «Quando sono iniziate a circolare le prime indiscrezioni sul trasferimento di una quota significativa di detenuti al 41 bis nelle carceri sarde, abbiamo scelto la via del dialogo. Ho scritto al Ministro della Giustizia e l’ho incontrato a settembre. Ci era stato assicurato che nessuna decisione era stata presa. Oggi emerge con chiarezza che il percorso era già avviato».

Il posizionamento della Giunta contro la criminalità non è in discussione, ma la Regione rifiuta il ruolo di discarica penitenziaria. «La Sardegna è e resta dalla parte dello Stato contro le mafie. Non c’è alcuna ambiguità. Ma la leale collaborazione tra Stato e Regioni richiede trasparenza e rispetto. Non è solo una questione carceraria. Parliamo di impatti sulla sanità, sull’organizzazione dei servizi, sull’economia dei territori. La Sardegna non può essere considerata una periferia utile a collocare ciò che altrove non si vuole. Abbiamo chiesto e ottenuto il riconoscimento del nostro svantaggio strutturale per superarlo, non per essere destinatari di nuove servitù».

Lo scontro sui numeri Mentre Todde annuncia che la battaglia si sposterà nei palazzi romani («Questa è la prima tappa di un percorso che porteremo avanti a Roma»), sui social esplode lo scontro politico. Il Movimento 5 Stelle Sardegna risponde al fuoco dell'opposizione sui numeri della manifestazione. La nota dei pentastellati è frontale: «Solo Fratelli d’Italia ha deciso di attaccare la piazza di oggi, cercando — invano — di sminuirla. Per loro una mobilitazione di circa 2 mila persone è un fallimento. Per loro 130 sindaci che sottoscrivono un Manifesto sono una sciocchezza».

I toni si alzano in chiusura del comunicato: «La rabbia, l’invidia, le bugie, la coda di paglia o l’assenza di argomentazioni politiche non potranno mai silenziare chi oggi ha voluto alzare la voce. Siamo orgogliosi della piazza, dei giovani con le bandiere sarde, dei lavoratori, dei sindaci con le fasce tricolori. Ecco un lato della piazza. Ecco le “200 persone” di cui parla FdI. La prossima volta contate meglio!».

Attualità

L'osservatorio di Guerrini: Cagliari, la mia città...
Cagliari, la mia città. Sta subendo da anni uno stravolgimento urbanistico che, a questo punto, definisco doloroso. Oltreché doloso. Lo dico con profonda amarezza. Si sta deformando la struttura identitaria del capoluogo di Regione con logiche aberranti, senza una visione globale del contesto urbano. Si sta trasformando il contenuto sociale non par...

L'osservatorio di Guerrini: Il business dello stadio del Cagliari
Il business dello stadio del Cagliari. È il caso del giorno. C'è un presidente (Giulini) che sta per passare la mano e la proprietà del Club ad un fondo di investimento americano. Dopo aver parlato recentemente di identità sarda come vessillo della Società. Scordandosi che la sua industria di Macchiareddu è stata protagonista di quello che è stato...

L'osservatorio di Guerrini: Cosa ha insegnato la vittoria del No al Referendum
Cosa ha insegnato la vittoria del No al Referendum. Intanto che il potere politico, di qualunque tendenza ideologica esso sia, non può tirare troppo la corda, perché alla fine il giocattolo gli si rompe tra le mani. E poi che l'umore e la sollevazione del popolo non sono controllabili con l'uso sfrenato del potere. La destra è andata al Governo ...

L'osservatorio di Guerrini: Il terremoto del No
Il terremoto del No, che ha cancellato la riforma della Giustizia. Le scosse non sono ancora finite. La resa dei conti colpisce anche Gasparri, capogruppo al Senato per Forza Italia. Sono annunciate le sue (richieste) dimissioni. Al suo posto verrà con molta probabilità nominata Stefania Craxi. È un'altra testa che cade. Dopo quelle di Andrea Delma...

L'osservatorio di Guerrini: Il gioco delle poltrone
Il gioco delle poltrone. Irrompe nuovamente sulla scena politica sarda. A inizio dell'anno prossimo ci saranno le elezioni per il nuovo Parlamento italiano. E il quadro regionale, archiviato il Referendum sulla Giustizia, è condizionato dalle candidature. Il discorso riguarda soprattutto i partiti di maggior peso elettorale, come il Pd. Infatti nel...

L'osservatorio di Guerrini: La chiamano "generazione Z"
La chiamano "generazione Z". Sono i giovanissimi. Venuti al mondo dopo il 1997. Sono nati con il cellulare nella culla. Vivono, mangiano, dormono con l'Iphone. Li considerano svogliati, assenti, dominati dalla tecnologia. Hanno tutto perché la famiglia gli dà tutto. Dicono che sono senza stimoli e senza voglia di lottare. Questo è il giudizio final...