Una mazzata per gli allevatori sardi. La Commissione europea ha prorogato fino a gennaio 2026 le restrizioni sulla movimentazione dei bovini dall’isola a causa della dermatite nodulare contagiosa (Lumpy Skin Disease). Lo prevede la Decisione di esecuzione (UE) 2025/1764, che ridisegna le zone di protezione e vaccinazione.
Per la Sardegna le misure sono chiare: aree di protezione tra Nuoro e Sassari fino a novembre e dicembre, divieto di movimentazione dei bovini verso l’esterno fino al 18 gennaio 2026, obbligo di vaccinazione esteso fino a data da destinarsi.
Durissimo il commento di Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli: «Questa nuova decisione europea certifica il fallimento politico della gestione regionale dell’emergenza dermatite nodulare. La Sardegna è sottoposta a restrizioni durissime fino a gennaio 2026, che equivalgono a una vera e propria condanna a morte per il comparto bovino isolano».
Il confronto con altre regioni, secondo Piana, è impietoso: «Mentre in Valle d’Aosta il percorso è chiaro – zona II fino al 30 settembre, poi transizione ordinata a zona I dal 1° ottobre – in Sardegna prevalgono proroghe, divieti e incertezza, con decine di aziende impossibilitate a programmare il proprio lavoro».
Il presidente del Centro Studi Agricoli attacca la giunta regionale e il governo: «Non esiste un piano di indennizzi certi e immediati per gli allevatori colpiti. La Regione Sardegna non ha saputo difendere i propri allevatori in sede comunitaria».
Da qui tre richieste precise: «Indennizzi immediati per gli allevatori, l’apertura urgente di un ammasso di carne pubblico per la Sardegna e un negoziato politico serio con Bruxelles per ridurre la durata delle restrizioni».
Piana non risparmia neppure la presidente Alessandra Todde e gli assessori all’Agricoltura e alla Sanità, Satta e Bartolazzi: «Non vogliamo essere considerati come Sardegna, sia dalla Ue che dall’Italia, con la grave complicità della presidente e degli assessori, un territorio e una regione sul modello “riserva indiana” ove farsi fare tutto con la forza delle leggi. La Sardegna deve farsi rispettare e ricevere rispetto».
La dermatite nodulare, avverte, «non è solo un problema veterinario: è una questione di sopravvivenza economica e sociale. Se le istituzioni non intervengono subito, il rischio concreto è la perdita definitiva di un intero settore che come Associazione agricola Centro Studi Agricoli difenderemo con tutte le nostre forze».