L’Italia di Marco Spissu esordisce con una sconfitta a EuroBasket 2025. La Grecia supera gli azzurri (75 a 66) e getta nello sconforto coach Pozzecco

Euroesordio. Ma non da sogno. L’Italia perde 75-66 contro la Grecia e comincia in salita il suo cammino continentale. Avevano facce arrabbiate, gli azzurri del Poz. Sognavano un avvio bello e vincente da dedicare ad Achille Polonara. Tra due giorni la Georgia (che ha battuto la Spagna) sarà ben più di un termometro e gli azzurri dovranno già dare la scossa al loro Europeo. Intanto, il debutto a Cipro apre domande e voragini. Cose buone ci sono state, eccome. Melli indomito (15 punti), Niang energico (11), Ricci utile. I rimbalzi e gli assist. E i punti dalla panchina. Ma nessuna di queste è servita a fermare Giannis Antetokounmpo. Un ciclone, un vulcano, tormento sotto le plance per gli azzurri. E trascinatore, ovviamente. "The greek freak" ne segna 31. La sua prestazione non dice però tutto sull’Italia e i suoi dolori. La serata no di Fontecchio (1/11, 4 punti in tutto) ha inciso. Anzi, ha marchiato il match. Così come l’assenza di triple (7/27) e un’intensità da rivedere. Gli avvii di quarto (soprattutto il primo e il terzo) hanno creato i binari su cui la Grecia, poi, ha gestito la sua partita. Coraggio, Italia: quello non è mancato. Tanto da rimettersi in carreggiata a 49” dalla fine, con Spagnolo. Troppo tardi, però. Melli è capitan coraggio: i primi sette punti sono tutti suoi. Ma si sapeva che la Grecia aveva mordente e cuore. E un Giannis in più. Tant’è che il primo quarto passa quasi tutto dalle sue mani grandi come badili: subito 8 punti, energia, show. Che giocatore. Gli azzurri, poi, tirano male. E questo è un bel problema su cui Pozzecco dovrà forse lavorare ancora. Insomma, l’avvio è duro per l’Italia. Spagnolo perde palloni e Fontecchio non riesce ad accendersi. La tripla di Pajola dall’angolo illude sul 10-10, ma Giannis e compagni alzano subito i giri. Schiacciate, intensità difensiva e un Papanikolaou chirurgico dall’arco scavano il primo, piccolo solco (19-12). C’è spazio anche per Gallinari. Ma il parziale finale by Toliopoulos pesa e non poco: +10 greci, 22-12. Le difficoltà viste nell’amichevole contro la Grecia sono ancora lì, ombre da scacciare. I rimbalzi offensivi funzionano. E Niang. Il suo atletismo dà garanzie e permette all’Italia di rosicchiare punti anche quando la difesa non è al top. Perché quando l’enigma Antetokounmpo si spegne (quasi mai, a dire il vero) e la circolazione funziona, i ragazzi del Poz riescono a gestire la situazione. La Grecia non riesce a dare lo strappo definitivo, anzi butta via due palloni consecutivi, e l’Italia con pazienza si rifà sotto. Con il Gallo più presente e il contributo di tutti, gli azzurri chiudono il primo tempo con rinnovata energia a -4 (32-36). Male l’avvio di gara, ma anche quello del terzo periodo ha le sue pecche. Fontecchio è stregato, non riesce proprio a segnare. E la Grecia, anche quando ha qualche flessione, riesce a far valere i gomiti in area. Ma l’inerzia resta ellenica: Kostas e Giannis continuano a farsi sentire a rimbalzo e in lunetta, riportando la Grecia sul +7. Un tecnico e qualche errore pesano sul morale azzurro, mentre Thanasis Antetokounmpo cattura due rimbalzi offensivi consecutivi e sigla il nuovo +9. L’Italia resta in affanno, a caccia di un colpo che possa invertire la rotta. Niang scuote la squadra con una schiacciata spettacolare, ma non basta: Dorsey colpisce, la difesa greca continua a mordere e l’Italia spreca in attacco. Nel finale di periodo Ricci strappa qualche punto dalla lunetta, ma il divario resta ampio. Grecia avanti 56-45. Nel quarto il margine sale fino al +14, e l’Italia sembra incepparsi. Con Giannis adagiato in panchina, gli azzurri vivono di scosse. Un mini break azzurro 6-2, per esempio. Ma sono lampi. Finalmente ne trova uno anche Fontecchio, e da tre. E Spagnolo a 49” torna a -5 (71-66). Ma non c’è più tempo.

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