Cabras, le donne scalze aprono la festa di San Salvatore

All’alba, quando la laguna è ancora avvolta dal silenzio, quattrocento donne di Cabras hanno dato il via ai festeggiamenti del Santissimo Salvatore. Scalze, vestite con i costumi tradizionali, hanno percorso i sette chilometri del Camminu de su Santu, portando in processione la piccola statua di Santu Srabadoeddu dalla chiesa di Santa Maria fino al villaggio campestre.

È il rito che apre la festa più attesa dell’anno, la stessa che la comunità cabrarese custodisce da secoli. Canti, rosari, fazzoletti tramandati di madre in figlia e i piedi nudi nella polvere del Sinis: dettagli che valgono più di mille discorsi.

«La Festa di San Salvatore – spiega il sindaco Andrea Abis – rappresenta il cuore pulsante dell’identità della nostra comunità. Non è soltanto un rito religioso, ma un’occasione di condivisione che unisce le generazioni, custodisce la memoria e la proietta nel futuro».

Sulla stessa linea le parole di Maria Francesca Spanu, presidente dell’Associazione Santu Srabadoeddu: «Ogni anno la processione è un momento unico, carico di fede ed emozione. Vedere centinaia di donne, giovani e meno giovani, unite nello stesso cammino, ci riempie d’orgoglio. È una tradizione che non deve andare perduta».

Alle 9 la statua è entrata nel santuario, accolta dagli antichi inni de Is Coggius. Resterà custodita fino all’8 settembre, quando la festa si chiuderà con il rientro a Cabras.

Nel frattempo cresce l’attesa per la Corsa degli Scalzi, in programma sabato 6 settembre: centinaia di devoti, vestiti di bianco e a piedi nudi, correranno lungo i sentieri del Sinis trasportando il simulacro. Il giorno dopo il ritorno in paese suggellerà l’apice della festa.

Accanto al calendario religioso, il villaggio campestre ospiterà spettacoli, sagre e concerti, dal muggine ai dj set. Gran finale domenica 7 settembre in piazza Stagno con i fuochi d’artificio e il concerto di Jake La Furia.

Per i visitatori sono attive le navette predisposte dal Comune, in servizio quotidiano fino all’8 settembre, con corse straordinarie per i momenti clou.

La festa è cominciata, come sempre, con la polvere sotto i piedi. E con la certezza che a Cabras la fede non è mai disgiunta dall’identità.

Cultura

Si intitola “Abitare lo spazio” la nuova piattaforma online che raccoglie, documenta e mappa oltre sessant’anni di interventi realizzati da Liliana Cano in Sardegna.
  È online “Abitare lo spazio”, la piattaforma digitale dedicata alla ricerca sulle opere pubbliche di Liliana Cano realizzate in Sardegna. Un progetto innovativo che rende fruibile in modalità open-access, grazie alle nuove tecnologie, un patrimonio artistico diffuso nel territorio regionale, spesso esposto a minacce del tempo, alla perdit...

La Sardegna sbarca a Praga nel nome della Deledda
 L'Isola esporta mare, affari e letteratura. La capitale ceca ospita un workshop europeo per vendere la Sardegna oltre i canonici mesi estivi. Il collante dell'operazione è culturale: i cento anni dal Premio Nobel a Grazia Deledda.I tavoli deg...

Il “cubicolo” e i 20 lavori: l’inchiesta sul tesoro perduto di Michelangelo
  Per secoli abbiamo ripetuto la stessa scena: Michelangelo che, prima di morire, brucia bozzetti e cartoni per “non apparire se non perfetto”. Oggi una ricerca riapre il caso: documenti d’archivio parlano di una stanza segreta con chiavi multiple e di opere messe al riparo dagli allievi, poi disperse. Tra fede, potere e mercato, una pista ...

“Goatmetal”: il ritorno feroce degli storici Infernal Goat.
  “Goatmetal” è il secondo full-length in studio degli Infernal Goat, una delle band sassaresi più longeve e radicali della scena estrema, attiva dal 1998 e punto di riferimento tanto in Sardegna quanto nel panorama nazionale. Il gruppo, fedele a un black trash metal abrasivo e senza compromessi, affonda le proprie radici nei sotterranei e...