Nelle ultime ore ad Alghero è esplosa la polemica sulla posizione degli addetti alla sosta, dipendenti della società in house comunale attraverso contratti di lavoro interinale. La vicenda è stata sollevata stamattina con toni duri dall’ex presidente del Consiglio regionale Michele Pais, che aveva parlato di richieste di “dimissioni forzate” per poi riassumere i lavoratori tramite agenzie interinali.
Dopo la riunione tenuta con gli stessi operatori, il quadro si è chiarito. I contratti erano stati anticipati a metà giugno, in concomitanza con l’apertura delle nuove aree di sosta – come quelle di via Castelsardo e delle spiagge – e la spesa ha consumato prima del previsto il budget disponibile. Per questo motivo l’attuale agenzia di somministrazione, Randstad, ha comunicato la naturale scadenza dei contratti al 31 agosto.
Il punto di frizione è nato quando, nei giorni scorsi, ai lavoratori era stato prospettato di presentare dimissioni volontarie per poter essere immediatamente riassunti da un’altra agenzia. Una soluzione che ha spaventato molti, convinti che in questo modo avrebbero perso il diritto alla Naspi. In realtà, spiegano i tecnici, sembrerebbe che il problema si ponga solo per i contratti a tempo indeterminato, non per quelli a termine.
La tensione è rientrata: i lavoratori resteranno in ferie fino al 31 agosto, data di scadenza naturale dei contratti con Randstad, e dal 1° settembre verranno assunti da un’altra agenzia interinale, Open Job, con le stesse mansioni. La durata sarà legata alla stagionalità: per alcuni l’impiego si fermerà al 15 settembre, per altri al 30, in linea con la chiusura dei parcheggi a pagamento.
Resta però l’amarezza di una gestione che ha fatto tremare per qualche giorno una ventina di famiglie algheresi. Una vicenda nata da un’incomprensione, dicono i protagonisti, ma che ha mostrato quanto fragile sia l’equilibrio tra il lavoro stabile e il sistema degli appalti pubblici gestiti tramite interinali.