Tre secondi di volo, 85 all’ora, ventisette metri d’altezza per gli uomini e venti per le donne. Non serve altro per capire che domani e domenica Porto Flavia non sarà solo una scogliera, ma la capitale mondiale del tuffo estremo.
Sulla cattedrale di roccia sospesa sul Mediterraneo arrivano 33 atleti da 17 Paesi. Veterani e giovanissimi, ognuno con la propria storia. La regina Rhiannan Iffland, imbattuta dal 2016, difende ancora il trono. La canadese Molly Carlson porta energia e spettacolo, dentro e fuori dall’acqua. Gary Hunt, 41 anni e 9 titoli mondiali, è la memoria storica della disciplina. Constantin Popovici, ex olimpico rumeno, il rivale più temuto.
C’è anche la nuova generazione: la diciottenne Maya Kelly, statunitense, già bronzo ai Mondiali e la più giovane di sempre a salire sul podio. Accanto a lei nomi che accendono la fantasia: la colombiana Maria Paula Quintero, astro nascente del Sud America, l’olandese Gini Van Katwijk e le tedesche Iris Schmidbauer e Maike Halbisch.
Il copione è sempre lo stesso: lo stacco, il vuoto, il corpo che sfida l’aria e si tuffa nel mare. Tre secondi che valgono una carriera, perché in quell’istante non contano titoli né età: solo coraggio, tecnica e poesia.
Per la prima volta la Coppa del Mondo di high diving sbarca in Italia. Non in uno stadio, ma su una scogliera che domina il mare di Iglesias. Uno spettacolo che mescola natura e sport, adrenalina e cultura.
Il programma: sabato 30 agosto, dalle 11 alle 13, i primi due round. Domenica 31 agosto, stessa ora, gli ultimi due salti e la cerimonia di premiazione alle 13.45.
Il Mediterraneo sarà lo specchio dei loro voli. Due giorni che resteranno nella memoria della Sardegna e nello sguardo di chi li vedrà cadere nel vuoto.