La settima tappa della Vuelta 2025 da Andorra La Vella a
Cerler.Huesca La Magia regala il riscatto dello spagnolo
dell'UAE, che domina sui 188 chilometri pirenaici. Træen
conserva la maglia rossa
Il sole del mattino illumina le strade di Andorra La Vella
quando il gruppo della Vuelta 2025 si prepara per quella che
si annuncia come una delle tappe più spettacolari di questa
edizione. Centottantotto chilometri e quasi cinquemila metri
di dislivello separano i corridori dal traguardo di
Cerler.Huesca La Magia, dove quattro salite e un traguardo
volante promettono battaglia fra gli scalatori. Ma oggi, più di
ogni altra cosa, è il giorno della rivincita di Juan Ayuso.
Lo spagnolo dell'UAE Team Emirates, reduce dal crollo di
ieri che gli è costato oltre dieci minuti e la sua posizione di
classifica, parte con un solo obiettivo: dimostrare che la crisi
è alle spalle. Il gruppo, privato del solo Cristián Rodríguez
dell'Arkéa-B&B Hotels che non prende il via, percorre i 13,3
chilometri di trasferimento prima che alle 12:22 venga dato il
via ufficiale.
L'inizio è nervoso, con i primi tentativi che si susseguono
senza successo. Eduardo Sepulveda della Lotto Cycling
Team prova a muovere le acque, ma è la formazione
Alpecin-Deceuninck a prendere l'iniziativa con Gal Glivar ed
Edward Planckaert, affiancati da Pierre Thierry e Jonas
Gregaard. Il gruppo però controlla, e quando arrivano ai
piedi della prima salita di giornata tutto si ricompatta.
È qui che Juan Ayuso decide di farsi sentire. Lo spagnolo
scatta deciso, portandosi in testa da solo mentre alle sue
spalle si scatena la bagarre. Jay Vine, il suo compagno di
squadra, non sta a guardare e insieme a Marc Soler prova a
dare una mano al capitano. Ma è Ayuso a dettare legge,
mantenendo sempre una ventina di secondi sui primi
inseguitori mentre affronta i 24,7 chilometri del Port del
Cantó.
Il norvegese Torstein Træen, che indossa la maglia rossa
conquistata ieri con una fuga memorabile, preferisce non
sprecare energie e controlla dalla sua Bahrain Victorious.
Sa bene che nessuno dei fuggitivi può impensierirlo in
classifica generale, con il più vicino, Raúl García Pierna,
che parte da oltre quattro minuti di ritardo.
Mentre Ayuso macina chilometri in testa, alle sue spalle si
forma un gruppo di inseguitori di lusso. Mads Pedersen,
Sean Quinn, Jay Vine, Harold Tejada, Marco Frigo e altri
undici uomini si organizzano per provare a rientrare sullo
spagnolo. Ma il ritmo del madrileno è impressionante:
scollina per primo al Port del Cantó, conquistando dieci
punti preziosi per la classifica della montagna, e si tuffa
nella discesa con quasi un minuto di vantaggio.
Il gruppo principale, tirato dalle maglie arancioni della Team
Visma-Lease a Bike, si mantiene a distanza di sicurezza,
lasciando fare ai fuggitivi. Jonas Vingegaard, che ieri ha
ceduto tempo, piazzandosi a 2:33 da Træen, preferisce
amministrare, consapevole che le vere battaglie arriveranno
più avanti.
Sul secondo GPM, il Puerto de la Creu de Perves, Ayuso
viene finalmente raggiunto dal gruppo di testa, ma la sua
azione non è stata vana. Ha dimostrato a se stesso e agli
avversari di essere tornato, e ora può contare sull'appoggio
del fedelissimo Jay Vine. L'australiano, leader della
classifica della montagna, si prende altri cinque punti
consolidando la sua posizione, mentre i tredici fuggitivi
proseguono compatti verso il Coll de l'Espina.
Il vantaggio sul gruppo cresce progressivamente, toccando i
quattro minuti e mezzo. La Bahrain Victorious di Træen
controlla senza affanno, mentre dietro le altre squadre dei
big sembrano voler aspettare la salita finale per giocarsi le
proprie carte. La velocità media dopo le prime ore è di quasi
quaranta chilometri orari, segno di una corsa condotta su
ritmi elevati nonostante il terreno impegnativo.
All'avvicinarsi del traguardo volante, Mads Pedersen allunga
leggermente per assicurarsi i venti punti della classifica a
punti, ma è solo un antipasto di quello che sta per accadere.
Quando mancano undici chilometri al traguardo e inizia la
salita finale verso Cerler.Huesca La Magia, Juan Ayuso
decide che è arrivato il momento della verità.
Lo scatto dello spagnolo è devastante. Il compagno Vine gli
ha preparato il terreno con un ritmo infernale che ha già
fatto selezione, e quando Ayuso allunga non c'è storia.
Marco Frigo, l'azzurro dell'Israel-Premier Tech, prova
coraggiosamente a tenere la ruota, ma può solo limitare i
danni. Dietro di loro, Sean Quinn, Harold Tejada e Raúl
García Pierna si guardano negli occhi sapendo che la
vittoria è ormai lontana.
Nel gruppo principale succede di tutto. Victor Campenaerts
prima e Wilco Kelderman poi impongono un ritmo
forsennato per la Team Visma-Lease a Bike, ma quando
entrano in azione gli UAE Team Emirates con Marc Soler, la
corsa si infiamma davvero. João Almeida, il lusitano che ora
è il leader di classifica della squadra emiratina, scatta
portandosi dietro Jonas Vingegaard e Giulio Ciccone.
È un momento decisivo: Sepp Kuss prova a rispondere,
Egan Bernal cerca di rientrare, il gruppo dei migliori si
frantuma in più tronconi. Ma davanti, a tre chilometri dal
traguardo, Juan Ayuso vola verso la sua prima vittoria alla
Vuelta de España con la sicurezza di chi sa di aver ritrovato
le gambe giuste.
Gli ultimi metri sono una passerella per lo spagnolo, che
alza le braccia al cielo cancellando d'un colpo la delusione
di ieri. Marco Frigo si consola con una meritata seconda
posizione, mentre Raúl García Pierna completa il podio
precedendo Harold Tejada.
Dal gruppo dei migliori è Marc Soler a giocarsi la volata con
maggior convinzione, guadagnando alcuni secondi preziosi
sui rivali. Ma la classifica generale non cambia
sostanzialmente: Torstein Træen conserva la maglia rossa,
Jonas Vingegaard resta a 2:33, João Almeida conferma il
terzo posto.
Per Juan Ayuso, però, questa vittoria vale molto più dei
dieci secondi di abbuono. Vale la rinascita di un campione
che ha saputo trasformare la crisi di ieri nel trionfo di oggi,
dimostrando che nel ciclismo, come nella vita, non è mai
detta l'ultima parola.