Alghero, allarme sicurezza: l’aggressione scuote la politica

Un’aggressione in un villaggio turistico algherese (Baia di Conte), dove un lavoratore è stato colpito mentre faceva rispettare il regolamento, non resta confinata alle cronache. Diventa terreno di scontro politico.

Il consigliere regionale Valdo Di Nolfo non usa mezzi termini: «Un lavoratore è stato aggredito per aver fatto semplicemente il suo dovere, rispettando il regolamento del villaggio turistico in cui lavora. Un fatto inaccettabile, che va condannato con forza e chiarezza». Per Di Nolfo non si tratta di una semplice lite: «Non è una rissa estiva: è il sintomo di una deriva che va fermata. Serve rispetto per chi lavora, per le regole, per le nostre comunità. E serve ancora più attenzione ora che si parla del trasferimento in Sardegna di decine di detenuti al 41bis. Il rischio di rafforzare presenze mafiose nei nostri territori è reale». E ancora: «Il carcere deve spezzare i legami con le mafie, non rilanciarli altrove. La Sardegna non può diventare una colonia penitenziaria. Difendere la nostra sicurezza significa proteggere la dignità sociale ed economica dei territori. Non possiamo permettere che dinamiche estranee mettano radici qui, in una terra che alle mafie è sempre stata estranea».

Alle parole del consigliere regionale si aggiunge l’attacco di Christian Mulas, capogruppo del Psd’Az in Consiglio comunale. «Alghero non può più voltarsi dall’altra parte: servono risposte immediate e una guida politica all’altezza», dichiara, citando le denunce del sindacato di Polizia SIULP. «Quando le forze dell’ordine, in prima linea contro ogni forma di criminalità, lanciano un allarme pubblico sulla crescente presenza di criminalità organizzata ad Alghero, con episodi sempre più frequenti di intimidazione e segnali di una preoccupante “perequazione criminale”, la politica ha il dovere morale e istituzionale di reagire. Non è più tempo di silenzi o mezze parole. È tempo di assumersi pienamente la responsabilità del momento».

Per Mulas la responsabilità è chiara: «Il Sindaco ha il dovere urgente di chiedere la convocazione di un tavolo permanente per la sicurezza, da tenersi presso la Prefettura. Non possiamo più far finta di nulla. Se chi garantisce la nostra sicurezza chiede rinforzi e denuncia pubblicamente un clima sempre più pericoloso, le istituzioni locali devono dare risposte chiare e immediate».

Un monito diretto a Raimondo Cacciotto, accusato di assenza e inadeguatezza: «Serve una politica che torni a guidare e non a inseguire i problemi. Serve un Sindaco presente, capace di agire, che assuma su di sé la responsabilità di affrontare questa emergenza. Le parole del SIULP sono chiare. Sono gravi. E soprattutto, sono un segnale d’allarme che non possiamo permetterci di ignorare».

Il quadro che emerge, dalle parole di Di Nolfo e Mulas, è quello di una città turistica che non può permettersi di essere percepita insicura. La sicurezza dei cittadini, ricordano entrambi, non è un’opzione ma un diritto.

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