La giustizia amministrativa marcia a colpi alterni. Da una parte il Consiglio di Stato che respinge il ricorso della società Agricola Agropower s.r.l. e conferma la linea dura della Regione sugli abbattimenti, dall’altra il TAR Sardegna che congela, almeno fino al 24 settembre, l’abbattimento dei bovini sani e vaccinati a Orotelli.
Per il Consiglio di Stato la questione è chiara: la vaccinazione non sostituisce lo “stamping out”. L’abbattimento rimane lo strumento cardine, la salute pubblica prevale sugli interessi economici. «L’ordinanza del Consiglio di Stato ha confermato con chiarezza l’imperatività delle misure di contenimento previste dalla normativa europea» dice l’assessore all’Agricoltura Gian Franco Satta. «Da lunedì i nostri servizi rilasceranno le deroghe per la movimentazione in Sardegna agli allevamenti che hanno completato la vaccinazione e per i quali siano trascorsi i 28 giorni previsti. È un segnale concreto che accompagna gli allevatori verso la ripartenza».
L’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi rincara: «Il Consiglio di Stato conferma in modo inequivocabile e definitivo la bontà del percorso intrapreso. Ciò che è avvenuto nelle ultime settimane, con comunicati e azioni pregiudiziali e ostruzionistiche, invita a riflettere sul tempo perso e sul rischio di creare danni irreparabili». E aggiunge: «Pur comprendendo umanamente le preoccupazioni degli allevatori è inverosimile che tali normative possano essere messe in discussione da chi non ha competenze tecniche in materia». Numeri alla mano: oltre il 50% delle vaccinazioni già completate, 140 mila capi trattati.
Poi, a distanza di poche ore, la doccia fredda da Cagliari. Il TAR sospende un abbattimento disposto dalla Regione su bovini sani e già vaccinati a Orotelli. Fino al 24 settembre non si muove nulla. «Oramai siamo davanti a uno stillicidio – denuncia Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli – una guerra senza senso fra gli allevatori sardi e la Regione Sardegna, dove altri organi dello Stato sono costretti a intervenire per fermare una grande ingiustizia. Tutto questo avviene nel silenzio assordante della presidente della Regione Alessandra Todde, che continua a non assumersi alcuna responsabilità politica».
Il Centro Studi Agricoli non risparmia le parole: «Chiediamo ancora una volta di bloccare immediatamente questo massacro che non ha basi né scientifiche né logiche. È una situazione assurda – conclude Piana – dove chi governa appare sempre di più come il vero nemico degli allevatori sardi».
Due tribunali, due visioni: da Roma la conferma della linea dura, da Cagliari il rinvio che accende gli animi. In mezzo restano gli allevatori, stretti tra decreti, ricorsi e vacche che rischiano di finire al macello per legge.