La montagna parla sempre chiaro, e oggi dalle
pendenze di Pal arriva un verdetto che scombussola le gerarchie
della Vuelta 2025. Jay Vine conquista una vittoria solitaria da
manuale, ma è il norvegese Torstein Træen a prendersi la scena
vestendosi di rosso, mentre Juan Ayuso vive un giovedì nero che lo
spedisce fuori dai giochi.
Sono le 12.41 quando una protesta ferma il gruppo prima ancora
del chilometro zero. Nessuno sa bene di cosa si tratti, ma i minuti
scorrono lenti sotto il sole catalano. Quando finalmente si riparte, la
strada sale subito verso il primo Gran Premio della Montagna, e
subito la corsa prende fuoco. Gli scatti fioccano come petardi: prima
in dodici, poi il gruppo che richiude, poi ancora accelerazioni che
spezzano il respiro del plotone.
È Carlos Verona a dare il primo strappo significativo, ma è
dall'azione seguente che nasce la fuga buona. Dieci uomini si
staccano e prendono il largo: l'australiano Jay Vine dell'UAE, Pablo
Castrillo del Movistar, i due uomini della Soudal Louis Vervaeke e
Gianmarco Garofoli, Ramses Debruyne dell'Alpecin, la coppia EF
formata da Archie Ryan e James Shaw, Bruno Armirail della
Decathlon, Lorenzo Fortunato dell'Astana e quel Torstein Træen
della Bahrain che nessuno considera ancora una minaccia per la
classifica generale.
Dietro, la Visma di Vingegaard controlla con la consueta precisione
matematica. Il gap cresce piano ma inesorabilmente: prima venti
secondi, poi un minuto, poi due, poi tre. La pioggia inizia a cadere
sulle strade che portano verso il Principato, rendendo tutto più
difficile e affascinante. I corridori attraversano paesaggi che
sembrano dipinti ad acquerello, tra le gocce che si infrangono sui
caschi e l'asfalto che diventa uno specchio nero.
Al secondo Gran Premio della Montagna, la Collada de Toses,
Vervaeke transita per primo davanti a Vine, mentre il plotone
accusa già tre minuti e quarantacinque secondi di ritardo. La media
è sostenuta, oltre i quaranta chilometri orari nonostante le salite, ma
la Visma sembra in controllo totale della situazione.
È quando mancano settanta chilometri che la situazione inizia a
cambiare.
Il vantaggio dei fuggitivi tocca i quattro minuti, poi i
cinque, poi addirittura i sei. Træen, virtualmente in maglia roja,
pedala con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere e tutto da
guadagnare. Il gruppo sembra addormentato, cullato forse dalla
convinzione che dieci uomini in fuga non possano mai arrivare al
traguardo con un margine così ampio.
L'ingresso nel Principato di Andorra segna l'inizio del finale. Al
traguardo volante di Andorra la Vella, Lorenzo Fortunato anticipa
tutti conquistando venti punti preziosi, poi inizia la salita dell'Alto de
la Comella. Quattro chilometri al otto per cento che spezzano le
gambe e i sogni. La pioggia torna a cadere, trasformando l'asfalto in
una trappola scivolosa.
È qui che Jay Vine mostra di che pasta è fatto. L'australiano parte
in solitaria come un missile, staccando uno dopo l'altro tutti i
compagni di fuga. Quarantacinque secondi di vantaggio che
diventano un minuto, poi due. Dietro, tra i fuggitivi, è il caos:
Garofoli, Debruyne e Ryan perdono contatto, mentre Træen
dimostra di avere ancora cartucce da sparare.
Il gruppo, finalmente, si sveglia dal torpore. La Lidl-Trek si porta in
testa, ma ormai il ritardo ha toccato i cinque minuti. Troppi, troppi
per recuperare su corridori che stanno dando tutto quello che
hanno nelle gambe.
Ed è proprio in questo momento che arriva il colpo di scena più
amaro della giornata. Juan Ayuso, il gioiellino spagnolo dell'UAE, si
stacca dal gruppo quando mancano ancora parecchi chilometri.
Una crisi nera, improvvisa, che lo spedisce in una dimensione
parallela dove il tempo scorre diverso e i sogni si infrangono contro
la realtà della montagna.
Negli ultimi chilometri verso Pal, Vine vola. La salita finale di 9,6
chilometri al 6,3 per cento con punte al dodici diventa la sua
passerella trionfale. L'australiano gestisce il vantaggio con
l'intelligenza del corridore esperto, dosando le energie e
controllando gli inseguitori ormai distanti.
Nel gruppo dei migliori, invece, si accendono le prime schermaglie
tra i big. Andrea Bagioli inizia a tirare un ritmo sostenuto, poi Carlos
Verona imprime una delle sue proverbiali accelerazioni che screma
il plotone. Giulio Ciccone prova l'affondo decisivo portandosi dietro
Jonas Vingegaard, ma João Almeida, dopo aver risolto un problema
meccanico a metà corsa, dimostra di essere in grande forma
rientrando sui due e riportando sotto anche gli altri pretendenti al
podio di Madrid.
Alle 17.09, Jay Vine taglia il traguardo di Pal con le braccia al cielo.
Una vittoria meritata, costruita con pazienza e finalizzata con la
cattiveria del campione vero. Dietro di lui, nell'ordine, arrivano
Bruno Armirail e Lorenzo Fortunato, ma è Torstein Træen, quarto, a
prendersi il bottino più grosso: la maglia roja di leader della
classifica generale.
Il norvegese della Bahrain Victorious, 29 anni, scala l'Olimpo del
ciclismo mondiale con la semplicità di chi ha sempre creduto nel
proprio sogno. Trentuno secondi di vantaggio su Armirail, un minuto
e un secondo su Fortunato: margini risicati ma sufficienti per
guardare il mondo dall'alto della montagna più bella.
Vingegaard, Almeida, Ciccone e tutti gli altri big chiudono insieme a
poco più di quattro minuti da Vine, perdendo tempo prezioso ma
non ancora decisivo. Diverso il discorso per Ayuso, che arriva con
quasi otto minuti di ritardo dai rivali: una mazzata che lo spedisce
fuori dalla lotta per la vittoria finale.
La sesta tappa della Vuelta 2025 si chiude così, con la geografia
delle ambizioni completamente ridisegnata e una vera e propria
rivoluzione nelle classifiche accessorie. Oltre alla maglia roja
conquistata da Træen, Jay Vine si prende quella a pois di miglior
scalatore grazie ai punti raccolti sui Gran Premi della Montagna,
mentre la maglia bianca di miglior giovane passa sulle spalle di
Giulio Pellizzari. Vine ha vinto una battaglia, Træen si è preso una
guerra che nessuno si aspettava, e Ayuso ha scoperto che la
montagna, quando vuole, sa essere spietata anche con i talenti più
cristallini.
Domani un'altra storia, altre strade, altre sfide. Ma oggi, dalle
pendenze di Pal, è arrivato un messaggio chiaro: questa Vuelta non
sarà prevedibile, e i sogni più belli spesso nascono proprio dove
meno te li aspetti.
Jay Vine (UAE Team Emirates XRG) vince in 4h12'36". Torstein
Træen (Bahrain Victorious) nuovo leader della classifica generale.