Simone Scuffet si presenta: felice di tornare in Italia

Sana rivalità sportiva. Ricerca spasmodica di una maglia da titolare, che può solo arricchire positivamente il contesto di squadra. Boris Radunovic e Simone Scuffet hanno qualità innate. Entrambi coetanei, venuti al mondo nel maggio ‘96 e dunque con una carta d’identità che certifica un futuro ancora tutto da scrivere. Se il serbo ha al momento la prelazione nelle scelte di Ranieri per ammissione dello stesso mister dopo il convincente campionato scorso, Scuffet ha però tutte le carte in regola per insidiarne la titolarità della maglia. “Per me il Cagliari è una grande opportunità.-ha detto l’estremo difensore nativo di Udine-Rientro volentieri in Italia e potermi di nuovo approcciare alla serie A è per me molto stimolante”. “Enfant prodige“ qualche anno fa quando militava, giovanissimo, nelle fila dell’Udinese (ha esordito in serie A a soli 17 anni il primo febbraio 2014). Considerato un talento dei più precoci, non ha poi trovato una stabilità di squadra, girando in lungo ed in largo per l’Italia e l’Europa, fino al Cluj dove ha giocato nell’ultimo anno prima di approdare al Cagliari. “Il passato rappresenta una parte fondamentale nella vita di ognuno di noi. Sono stato celebrato giovanissimo, ma poi ho trascorso periodi difficili. Però non rinnego niente. Bisogna vivere il presente e dare uno sguardo al futuro. Del Cagliari mi hanno tutti parlato bene. Sia la società che la stessa città”. Reattivo e presente sulla linea di porta ha qualche tentennamento nelle uscite alte. Discreto quando si tratta di districarsi con i piedi per aiutare nel “giro-palla”. Con Ranieri, che non è certo il tipo di allenatore che regala nulla, con il trascorrere del tempo potrà tranquillamente giocarsi tutte le sue “chances”. “Negli ultimi due anni ho trovato continuità nel rendimento. Giocare all’estero migliora dal punto di vista tecnico ed umano. Mi trovo bene con il mister, il quale sa creare un ambiente positivo nel corso degli allenamenti, duri all’inizio. Chi conosco? Capradossi, che ho incontrato a Spezia, e Jankto, con il quale ho giocato a Udine. Per quanto riguarda poi la Nazionale al momento non rientra nei miei programmi, ma penso solo a far bene a Cagliari per ripagare la fiducia che è stata riposta in me”.

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