La violenza non ha volto, non ha sesso: storie da un confine invisibile

  La violenza non ha un volto unico. È un’ombra che si annida negli angoli più bui dell’animo umano, che si manifesta in modi e forme diverse. Non ha sesso, né colore, né etnia. Non si fa svelare facilmente e spesso si traveste, cambiando ruolo e contesto. 

  È un problema che non riguarda solo una parte dell’umanità: è una realtà che può appartenere a chiunque. Quante volte crediamo di aver compreso tutto? Di sapere chi è la vittima e chi il carnefice? In questo mondo rapido a giudicare, ci affidiamo a visioni semplificate, prendiamo parte senza soffermarci sulla complessità delle vite altrui. Ma la verità è spesso più intricata. 

  Esistono persone, uomini e donne, che usano l’ombra della violenza come arma, sfruttano accuse come scudo, si nascondono dietro la sofferenza altrui per giustificare i propri abusi. E, al tempo stesso, ci sono vittime che non trovano spazio per raccontare la propria storia, soffocate da un pregiudizio che lascia parlare solo una versione dei fatti. La violenza si radica nella sofferenza, in un grido che rimane inascoltato, nei silenzi di chi teme il giudizio. 

  Che cosa succede, allora, a chi vive questa realtà in silenzio? A chi si ritrova in un vortice di dolore e accuse, senza avere la forza o la possibilità di difendersi? Queste storie non fanno rumore, non conquistano titoli o applausi, ma sono un grido silenzioso che ci chiede di riflettere, di andare oltre le apparenze. Ogni persona merita ascolto, ogni storia racchiude una verità che non sempre è immediata. E dobbiamo imparare a guardare oltre, perché la violenza non si combatte scegliendo un lato, ma riconoscendo che nessuno è immune. Il vero antidoto alla violenza è l’educazione, quella che ci insegna a comprendere e riconoscere le sfumature, a uscire dai ruoli predefiniti. Perché educare significa, alla radice, condurre fuori: portare l’essere umano fuori dal suo lato più oscuro, dal suo stato più ferino. Solo così possiamo immaginare un mondo in cui il dolore non si nasconda dietro false accuse o dietro silenzi soffocanti. In questo mondo nuovo, la verità non sarà appannaggio di uno solo, e ogni voce potrà essere ascoltata.

Attualità

Le bustine di ketchup, maionese e altre salse in plastica monouso non spariranno dal 16 agosto 2026, ma saranno vietate (in certi contesti) solo dal 1° gennaio 2030.
Dal 12 agosto 2026 entra in applicazione il Regolamento (UE) 2025/40, ma in questa fase riguarda soprattutto la sicurezza dei materiali degli imballaggi. Non potranno più essere venduti imballaggi a contatto con alimenti che superano i nuovi limiti per PFAS. La somma di piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente negli imballaggi non dovrà s...

Se la Storia diventa un tribunale per statue di bronzo
Leggo, con un misto di noia e rassegnazione che ormai mi accompagna l’ennesima invettiva contro i padri, i nonni e i bisnonni di questa povera Italia. Stavolta tocca a Saverio Tommasi, che dalle colonne digitali di Fanpage si erge a giudice supremo della toponomast...

L'osservatorio di Guerrini: La kolonia Sardegna
La kolonia Sardegna. Anche sulla scuola l'ottica burocratica e la sovranità di Roma (e di Bruxelles) si esprime ignorando le specificità territoriali. Stavolta l'Isola è in buona compagnia. Perché sui tagli alla scuola il Governo ha commissariato altre 3 regioni: Emilia Romagna, Toscana, Umbria. Ovvero realtà che nel panorama istituzionale italiano...

L'Osservatorio di Guerrini: I miei amici a quattro zampe
Cagliari. I miei amici quattrozampe. La cieca ferocia contro di loro di alcuni esseri "umani" sta scatenando indignazione e orrore. Alcune settimane fa, a Oliena (Nuoro), un giovane si scagliato contro il cagnolino di famiglia ponendo fine alla sua vita a suon di calci. Il fratellino del killer era inutilmente corso a chiedere aiuto ai carabinieri....