L'osservatorio di Guerrini: Il diavolo Glencore e il paradiso Sulcis diventato inferno

  Il Diavolo Glencore. Multinazionale svizzera. Ed il Paradiso Sulcis. Diventato Inferno. La Glencore quando apre le sue porte sono per l'habitat quelle dei gironi danteschi. Chiude la linea Piombo nell'ormai vetusto e inquinante impianto di Portovesme. Lasciando l'ennesima cattedrale nel deserto industriale. Con terrificanti carichi di veleni che colpiscono e colpiranno ancora le stremate popolazioni del Sulcis Iglesiente. Vuole fare un'altra fabbrica sciagurata. Quella del riciclo delle batterie al litio. Che lascia residui di lavorazione micidiali. Il Sulcis continua ad essere territorio di speculazione. Con buste paga a fronte di fabbriche che hanno nell'oltraggio all'Ambiente e alla Salute pubblica il loro marchio. Non bastano i pestiferi bacini dei fanghi rossi liquidi di Portovesme. Non bastano le colline di terra arrubia di Monteponi. Queste ultime a suo tempo difese "perché fanno parte del paesaggio". A tal punto che la Sovrintendenza le ha scelleratamente vincolate. I responsabili di questi disastri sono i politici. Parlamentari, Governatori, Consiglieri regionali, sindaci. Che in anni recenti e meno recenti hanno detto sì a questo uso selvaggio del territorio. In cambio di illusorie buste paga. Che hanno lasciato e lasciano un carico insopportabile di disastri ambientali e di dolorose e nefaste incidenze sulla salute delle popolazioni, della, della fauna e della flora. Bisogna porre fine a queste strategie autodistruttrici. E ripensare il futuro di una delle più belle località della Sardegna. Con insediamenti che non siano contro il territorio e le sue creature viventi. No all'Inferno. Delle multinazionali e di chi dà loro le chiavi di casa nostra. Per flagellarla. Mario Guerrini.

Attualità

L'Osservatorio di Guerrini: I miei amici a quattro zampe
Cagliari. I miei amici quattrozampe. La cieca ferocia contro di loro di alcuni esseri "umani" sta scatenando indignazione e orrore. Alcune settimane fa, a Oliena (Nuoro), un giovane si scagliato contro il cagnolino di famiglia ponendo fine alla sua vita a suon di calci. Il fratellino del killer era inutilmente corso a chiedere aiuto ai carabinieri....

La dittatura dell'istante e la pazienza della pietra
Il pollice scorre sul vetro dello smartphone con un ritmo nervoso. Scarta, approva, cancella. È il gesto liturgico del nostro tempo: trecento volte al giorno chiediamo alla realtà di cambiare scena, di intrattenerci, di andare più veloce. Se una pagina web impiega tre secondi a caricarsi, proviamo un’irritazione fisica, un ...

La Repubblica del dileggio (e del piagnisteo)
Se c'è una cosa che questa povera Italia non si è mai fatta mancare, è il ridicolo. Ma un tempo, almeno, il ridicolo aveva una sua teatralità, una sua grandezza tragica. Oggi no. Oggi siamo scivolati nel pettegolezzo da ballatoio, elevato a rango di dibattito politico.Leggo che a Trieste, nobile...

L'osservatorio di Guerrini: Racconto domenicale straziante
Il mio racconto domenicale. Non posso non dedicarlo a quelle povere, giovani creature bruciate vive nel seminterrato di un bar nella montagna svizzera di Crans Montana. Penso al terrore di quei ragazzi e all'atrocità della loro fine. E, con angoscia, cerco di immaginare la disperazione delle loro famiglie. Dei loro genitori dei loro fratelli, delle...

La solitudine dei socii e il richiamo della foresta (americana)
Nella notte del 3 gennaio, i caccia francesi e britannici hanno colpito postazioni dello Stato Islamico in Siria. Un’azione cinetica, rapida, chirurgica. Eppure, a chi osservi la carta geografica con occhio disincantato, svestito dalla retorica della cronaca, questo evento non appare come una semplice operazione di controte...

L'Osservatorio di Guerrini: Mario Marchetti
Cagliari. Un altro amico ha lasciato questa terra. È l'ex Procuratore aggiunto Mario Marchetti. Per anni uomo di punta del Palazzo di Giustizia di Cagliari. Mio coetaneo. Ci siamo conosciuti all'inizio delle nostre carriere. Lui era commissario alla Squadra Mobile, io giovane reporter. Ci siamo poi persi di vista per tanti anni, perché io ormai la...

L'osservatorio di Guerrini: La guerra dei botti
La guerra dei botti. Nel napoletano ha fatto registrare 57 feriti. Incredibile la vicenda di un romano. Si è ferito in maniera grave ad una mano con un petardo. Non contento, dopo le medicazioni in ospedale, è tornato ad usare i mortaretti. Risultato: ha dovuto nuovamente presentarsi al Pronto Soccorso per ferite al viso. Errare humanum est, persev...