L'osservatorio di Guerrini: Il diavolo Glencore e il paradiso Sulcis diventato inferno

  Il Diavolo Glencore. Multinazionale svizzera. Ed il Paradiso Sulcis. Diventato Inferno. La Glencore quando apre le sue porte sono per l'habitat quelle dei gironi danteschi. Chiude la linea Piombo nell'ormai vetusto e inquinante impianto di Portovesme. Lasciando l'ennesima cattedrale nel deserto industriale. Con terrificanti carichi di veleni che colpiscono e colpiranno ancora le stremate popolazioni del Sulcis Iglesiente. Vuole fare un'altra fabbrica sciagurata. Quella del riciclo delle batterie al litio. Che lascia residui di lavorazione micidiali. Il Sulcis continua ad essere territorio di speculazione. Con buste paga a fronte di fabbriche che hanno nell'oltraggio all'Ambiente e alla Salute pubblica il loro marchio. Non bastano i pestiferi bacini dei fanghi rossi liquidi di Portovesme. Non bastano le colline di terra arrubia di Monteponi. Queste ultime a suo tempo difese "perché fanno parte del paesaggio". A tal punto che la Sovrintendenza le ha scelleratamente vincolate. I responsabili di questi disastri sono i politici. Parlamentari, Governatori, Consiglieri regionali, sindaci. Che in anni recenti e meno recenti hanno detto sì a questo uso selvaggio del territorio. In cambio di illusorie buste paga. Che hanno lasciato e lasciano un carico insopportabile di disastri ambientali e di dolorose e nefaste incidenze sulla salute delle popolazioni, della, della fauna e della flora. Bisogna porre fine a queste strategie autodistruttrici. E ripensare il futuro di una delle più belle località della Sardegna. Con insediamenti che non siano contro il territorio e le sue creature viventi. No all'Inferno. Delle multinazionali e di chi dà loro le chiavi di casa nostra. Per flagellarla. Mario Guerrini.

Attualità

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Per decenni l’Italia è stata un Paese dove si votava quasi per dovere biologico. Dal 1948 al 1976 le urne registravano affluenze da repubblica modello: tra il 92 e il 94 per cento dei cittadini. Un plebiscito stabile, continuo, quasi naturale. Poi qualcosa si è incrinato. Prima lentamente, fino al 2008, quando si ...

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Cagliari. Il "problema". Della Giunta regionale della Sardegna. È l'alleanza con il Pd. Che non è sostanzialmente mai nata nel Campo Largo. Il Pd non sopporta di essere la stampella di Alessandra Todde, visto che il suo peso elettorale è 4 volte quello dei 5 Stelle. Mentre la Governatrice va avanti, decidendo come se quella forza politica dei demo...

L'osservatorio di Guerrini: Il diritto alla salute
Il diritto alla salute. È la necessità primaria della persona. Questo diritto in Sardegna, ancor più che altrove, è negato ad una fascia enorme di popolazione. È una emergenza nazionale. Ma in una Regione tra le più depresse d'Europa diventa una realtà drammatica e inaccettabile. Anche oggi, come tutti i giorni, i segnali dello sfascio del sistema...

L'osservatorio di Guerrini: La vergogna delle poltrone.
Regione Sardegna. La vergogna delle poltrone. I posti nell'apparato regionale non bastano mai. Adesso si litiga pure sui fondi per le consulenze. L'ultima bega riguarda i soldi a disposizione per i Gruppi politici Regionali, che verrebbero tagliati a favore della Giunta. Uno scontro istituzionale indecoroso sulla torta da dividere. Si chiedono, d...

L'osservatorio di Guerrini: Se la politica è assente ingiustificata
Se la politica è assente. Ingiustificata. Mentre la Sardegna è gravata dal colonialismo romano e da quello di Bruxelles. Lo Statuto Sardo, che ha rango costituzionale, subisce continue prevaricazioni. E, comunque, appare ampiamente superato per poter reggere alla sfida con il centralismo assolutista del Governo e della UE. In Commissione Statuto ...