Villaurbana, terra di campagna e fatica, si è ritrovata al centro di un’operazione da film. I Carabinieri l’hanno battezzata “Aristeo”. Il nome degli dèi antichi per un affare molto terreno: la scoperta di una piantagione di marijuana con oltre 4.500 piante, irrigate da un impianto a goccia alimentato da un pozzo. Altro che orticello: un vero stabilimento agricolo della cannabis.
Giovedì 28 agosto, i militari della Sezione Operativa di Oristano, insieme allo Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna e con l’appoggio di elicotteri ed esperti del RIS, hanno fatto irruzione in un’azienda agricola. Dentro un capannone hanno sorpreso otto persone, cinque di nazionalità colombiana, intente a “sbocciolare” marijuana.
La perquisizione ha portato alla luce l’altra metà dell’opera: 290 chili di cannabis già essiccata e pronta, denaro contante e materiale per il confezionamento. Il THC, analizzato dai laboratori del RIS di Cagliari, è risultato superiore ai limiti di legge. Insomma, roba pesante.
“La presenza dei colombiani – ha spiegato in una nota il Comandante Provinciale, colonnello Steven Chenet – fa emergere l’ipotesi di un’organizzazione strutturata dedita alla coltivazione, produzione e distribuzione di droga, rilevando un vero e proprio sistema imprenditoriale”.
Gli otto sono stati portati nel carcere di Oristano-Massama, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La misura è di tipo pre-cautelare e, come recita la formula di rito, gli arrestati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.
Intanto i Carabinieri promettono di non abbassare la guardia. I controlli proseguono, soprattutto in questo periodo dell’anno, il più favorevole per i raccolti. Qui però il raccolto non era di grano o pomodori, ma di un’altra pianta che porta soldi veloci e guai ancora più rapidi.