Sul Tsarigradsko Shose la Bulgaria saluta il Giro: una volata a
fotofinish, una Maglia Rosa difesa per uno scartino, e le valigie
pronte per la Calabria
Si saluta oggi la Bulgaria, e con essa la prima vita di questo Giro:
tre tappe in terra straniera, le valigie, la trasferta in aereo verso la
Calabria. Domani sarà riposo. Stamattina però c'è ancora qualcosa
da vivere: 175 km da Plovdiv, dolce città tracia di vetri romani e
basolato ottomano, fino a Sofia, capitale che attende le ruote veloci
sul rettilineo del Tsarigradsko Shose, boulevard sovietico disegnato
apposta per le volate.
Alle 12:05 ora italiana, dopo 3400 metri di trasferimento, il primo
colpo di pedale. Sono 177 al via. Mancano i ritirati di ieri: Adam
Yates (UAE Team Emirates XRG), arrivato a oltre tredici minuti
dopo la maxicaduta; Andrea Vendrame (Jayco AlUla), tripla frattura
ai processi trasversi vertebrali; e già da ieri Marc Soler, Jay Vine,
Santiago Buitrago. Il Giro non aveva avuto bisogno di troppi giorni
per fare male.
Alle 12:17 il km 0 e la fuga di sempre: Manuele Tarozzi (Bardiani
CSF 7 Saber), Diego Pablo Sevilla (Polti VisitMalta) e Alessandro
Tonelli (Polti VisitMalta) scattano e nessuno li contende, come
succede ormai da Nessebar in poi. Il gruppo concede gentile e
pigro i metri di rito: dopo dieci minuti di gara il vantaggio è già di
1'35", dopo un quarto d'ora 3'40". A questo punto la Soudal Quick-
Step si fa avanti a regolare l'inseguimento, e poco dopo anche la
Unibet Rose Rockets manda un uomo: il gap, alternativamente,
sale e scende come fa l'elastico, oscillando tra i due e i tre minuti
per quasi tutta la giornata.
La strada inizia a salire dolcemente attorno ai 100 chilometri dal
traguardo. La XDS Astana di Guillermo Thomas Silva, prima Maglia
Rosa uruguaiana della storia, non tira né può tirare: difende.
A -89,9 km, sul TV di Dolna Banja, il terzetto di testa si limita a
passare nell'ordine in cui sta marciando, senza darsi la pena di una
volata: Tarozzi primo, Sevilla, Tonelli. In gruppo invece la Lidl-Trek
vuole i punti: Max Walscheid scorta Jonathan Milan davanti a tutti, il
friulano prende i suoi tre punti e rientra. Niente di più. La media a
fine seconda ora è di 40,3 km/h.
Il Borovets Pass (9,2 km al 5,4%, GPM di seconda categoria), unica
salita vera, comincia a -82 km. Il gruppo non alza il ritmo. Però in
coda c'è il piccolo cuore della giornata. Arnaud De Lie, il fenomeno
belga reduce da quella infezione da letame bovino che ha sfasciato
la preparazione dell'intera Lotto-Intermarché, pagaia già in agonia,
scortato dal compagno Joshua Giddings. Lì gli arriva accanto Victor
Campenaerts della Visma | Lease a Bike, connazionale, amico,
signore di gregariato come ce ne sono pochi: gli toglie la borraccia,
mezzo chilo di peso da non portare in salita, e poi, dopo qualche
centinaio di metri, gliela restituisce con una piccola spinta amica.
Pennellate da romanzo gialloverde. Non basta, però: poco dopo De
Lie cede del tutto, un compagno deve fermarsi per lui, Jonas
Rutsch monta in testa al gruppo della Lotto a contenere il danno.
Sul Borovets si scollina senza scossoni: Diego Pablo Sevilla,
neanche a dirlo, si prende altri 18 punti per la Maglia Azzurra, che
ora porta a 42, una collana sempre più larga sul collo dello
spagnolo. Tarozzi è secondo, Tonelli terzo.
Comincia la lunga discesa, vellutata, verso Samokov e poi il Lago di
Iskar. De Lie tocca un picco di 4'16" dalla testa, ma a -54,3 km il
treno della Lotto lo riporta in gruppo. Ghebreigzabhier (Lidl-Trek)
ora tira a tutto braccio, Bettiol scorta Silva, anche Magnier dopo un
piccolo cedimento recupera il suo posto.
Negli ultimi venticinque chilometri la situazione è stabile, ma la
regia vuole che il gruppo non rientri troppo presto: la XDS Astana,
infatti, preferisce accompagnare i fuggitivi al traguardo Red Bull di
Pancharevo (a 13 km dal traguardo) per evitare che qualche
velocista si insinui a prendersi gli abbuoni e con essi insidi la Maglia
Rosa di Silva. È la calcolatrice che governa la giornata, più che il
cuore.
A -17,5 km, però, un brivido: Tobias Lund Andresen (Decathlon
CMA CGM) si ferma al bordo strada per un guasto meccanico.
Riparte velocemente, finisce nella coda delle ammiraglie, dovrà
spendere cartucce per rientrare. Una volata complicata in dieci
secondi. Al KM Red Bull, finalmente, la prima volata vera dei
battistrada: Tarozzi la spunta su Sevilla, Tonelli passa terzo,
defilato.
Andresen, intanto, è rientrato sulla coda del plotone.
A -8,5 km i tre davanti hanno ancora 18". A -7,4 km cade Timo de
Jong (Picnic PostNL): si rialza dolorante e riparte. Sotto i 6 km la
solita gran battaglia per le posizioni: Bardiani CSF 7 Saber e
Movistar Team si aggiungono a Soudal Quick-Step, Lidl-Trek e
Tudor Pro Cycling nelle prime file.
Il rettilineo finale è davvero lungo, quasi cinque chilometri tutti dritti
come un righello lungo il Tsarigradsko Shose. Il gap dei tre, da 18",
scende a 15" sotto i 2 km, poi sotto i 10" all'ultimo chilometro, grazie
a un piccolo strappo che permette al gruppo di acchiappare
visivamente i battistrada. Tarozzi, Sevilla, Tonelli vengono inghiottiti
a 500 metri dall'arrivo, guardiani onesti di una giornata che non era
loro.
Si scatena allora la Unibet Rose Rockets a tirare per Groenewegen.
Ma Jonathan Milan, arrabbiato dopo aver lasciato sul piatto la prima
rosa, parte lunghissimo davvero, troppo presto, in un volo che è un
grido. Alla sua ruota, però, c'è un ragazzo francese, ventidue anni,
che già a Burgas aveva mostrato gambe da padrone: Paul Magnier
(Soudal Quick-Step) gli si incolla, lo segue paziente, esce con
potenza dirompente, lo lascia sul posto. Alza le braccia di slancio,
con la felicità senza preoccupazioni di chi non si è accorto di nulla:
non vede infatti Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets)
saltargli alle costole come una molla impazzita negli ultimi metri, ma
il francese passa per primo, sicuro. Seconda vittoria di tappa per lui
dopo il colpo di Burgas, tempo di tappa 4h06'42", media 42,6 km/h.
Milan è secondo, Groenewegen terzo, poi Mihkels, Malucelli, Blikra,
Ackermann, Ballerini, Andresen risalito col cuore, e Zanoncello a
chiudere la top ten. Silva, però, difende la Maglia Rosa: i 10" di
abbuono di Magnier non bastano a colmare lo scartino della
classifica generale, e l'uruguaiano della XDS Astana Team porta in
Calabria la prima rosa del suo paese al Giro. Domani si vola in
Italia. Si salutano i Balcani, si torna a casa.