L'assessore alle Finanze Enrico Daga torna dal vertice di Arzachena con la ricetta contro lo spopolamento. Per trattenere i giovani servono università, ricerca e sanità telematica. Intanto la fiera dello sport riempie alberghi e ristoranti prima dell'estate.
L'assessore al Demanio e alle Finanze del Comune di Alghero Enrico Daga è tornato dal vertice di Arzachena con una certezza: la Sardegna non può più campare di rendita affittando lettini per due mesi all'anno. Davanti ai colleghi riuniti per il convegno nazionale sulle città costiere, l'amministratore ha messo una pietra sopra la vecchia dicotomia tra turismo stagionale e spopolamento invernale. Il nuovo bersaglio del municipio non è il vacanziere di passaggio, ma il nomade digitale. Si tratta di quell'impiegato o libero professionista che lavora da casa con un computer e che oggi, potendo decidere di piazzare la propria scrivania ovunque nel mondo, cerca sicurezza, aria pulita e servizi.
Per convincere queste persone a prendere casa in Riviera del Corallo, il sole e il mare non bastano più. Il piano dell'assessorato, infarcito dei termini inglesi che piacciono tanto nei convegni per parlare di strategie umane e città interconnesse, si traduce per i cittadini in una formula molto concreta. Bisogna creare un ambiente dove si viva bene tutto l'anno, agganciando la città ai centri di ricerca, all'università di Sassari, al dipartimento di Architettura locale e ai grandi progetti scientifici come il telescopio Einstein. L'intesa firmata di recente con la Fondazione Bruno Kessler di Trento non serve per farsi scattare qualche fotografia istituzionale, ma per importare nell'Isola un pezzo di quella sanità telematica e di quella ricerca tecnologica necessarie a trattenere i giovani sardi e ad attirare i cervelli da fuori. Il cemento non è più l'infrastruttura del futuro. Il nuovo petrolio, per chi amministra le casse pubbliche, è il capitale umano.
La teoria ha trovato un'applicazione pratica sulle piazze algheresi durante il fine settimana appena trascorso. La manifestazione ribattezzata Primaver'Alguer ha dimostrato che si può fare economia senza aspettare il solleone di agosto. L'evento ha mescolato discipline diverse, dagli incontri di sollevamento pesi e ginnastica fino ai tornei di pallacanestro e alle riunioni della Federazione pugilistica italiana, culminate con la vittoria del lottatore locale Marcello Manca, laureatosi campione mondiale di pugilato a mani libere.
I guantoni e le palestre all'aperto hanno funzionato come una calamita. Atleti, famiglie e curiosi hanno riempito i bar, i ristoranti e le camere d'albergo, restituendo vita agli spazi pubblici cittadini. Per il municipio, la fiera ha certificato che lo sport non serve solo a far sudare chi lo pratica, ma fa girare l'economia reale creando occasioni di lavoro. La due giorni di gare chiude il cerchio della nuova politica cittadina: per evitare la marginalità economica e arginare la fuga dei residenti, l'amministrazione prova a tenere le serrande alzate dodici mesi all'anno, usando gli eventi e l'innovazione per riempire i vuoti lasciati dalla fine dell'estate.