L'ASD Alghero Marathon domina un fine settimana di epico sudore. Tra l'asfalto degli aerei, i virgulti del cross provinciale e l'urto dei 42 chilometri capitolini, la società si erge a baluardo della nobile arte della corsa.
Vi sono cimenti in cui il nume tutelare della fatica volge lo sguardo benevolo verso la Riviera del Corallo, benedicendo le sgroppate di chi ostinatamente a misura il mondo a forza di correre. L’ASD Alghero Marathon manda agli archivi un fine settimana di stordente densità agonistica, sdoppiandosi – anzi, triplicandosi – su fronti disparati, unendo l’impeto dei seniores all’entusiasmo dei baldi giovani. Un triduo consacrato al dio sudore, celebrato senza risparmio di fiato e di garretti.
Il sabba notturno sull'asfalto alato
L'abbrivio è stato dato nel cuore della notte sabatina. Non sull'erba morbida o sul viottolo di campagna, ma sulla severa lingua d'asfalto d'ordinanza preposta al decollo aereo. Un folto drappello di faticatori algheresi ha risposto all'appello della prima edizione dell’Alguerunway.
Una tenzone non agonistica, si dirà, ma dal fascino arcano: un plotone di sagome ansimanti lanciate nel buio sulla pista dell’aeroporto di Alghero, a macinare chilometri lì dove solitamente rombano le turbine. Un battesimo suggestivo, onorato dai colori della società.
I virgulti e il fango glorioso della pineta
Albeggiando la domenica, la truppa ha svestito i panni dei corridori per indossare la toga severa degli organizzatori. Teatro dell'agone: il litorale di Maria Pia. Qui è andata in scena la IV Campestre in Riviera, ordita con i notabili della Fidal provinciale e benedetta dal patrocinio del Municipio.
È stata la fiera del vivaio, l'officina in cui si fucinano i fondisti di domani. Esordienti e Ragazzi si sono dati aspra e leale battaglia sui sentieri sabbiosi e infidi della pineta. Agonismo puro e senza sconti, sublimato dall'assegnazione dei laticlavi di Campione e Campionessa Provinciale di cross per la categoria Ragazzi. L'humus su cui crescerà la nobile schiatta, se preferite, stirpe dell'atletica locale si conferma pingue e ben coltivato.
L'urto contro i sanpietrini della Città Eterna
Ma non bastava l'isola a contenere l'impeto di giornata. Mentre a Maria Pia si incoronavano i campioncini, una fiera delegazione di fustigatori dell'asfalto solcava il Tirreno per sfidare la distanza regina.
L'obiettivo: la Maratona di Roma. Quei 42 chilometri e 195 metri che spaccano i muscoli e prosciugano lo spirito. I Catalani hanno domato i temibili sanpietrini dell'Urbe, sfilando tra i ruderi imperiali e portando a casa ottimi riscontri cronometrici.
Tra il profumo di resina della campestre, le geometrie illuminate della pista di volo e i selciati romani, l’Alghero Marathon si conferma consorteria di nerbo. Capace di forgiare chi corre oggi e di allevare chi trionferà domani.