Il centrosinistra catalano analizza i dati locali: affluenza al 60% e contrari alla riforma oltre il 60%. "Vittoria della separazione dei poteri, la giustizia non serve gli interessi politici".
Il fronte del "No" sfonda anche nella Riviera del Corallo. Il Partito Democratico algherese fa i conti all'indomani del referendum costituzionale sulla giustizia e rivendica un risultato netto, in perfetta sintonia con il dato nazionale.
A tirare le somme è il presidente cittadino del PD, Mimmo Pirisi, che legge nei numeri un avvertimento inequivocabile inviato dall'elettorato ai palazzi del potere. «Anche nella città di Alghero, i cittadini hanno espresso la loro volontà di difendere la giustizia italiana. Con un'affluenza di quasi il 60%, i NO hanno prevalso con più del 60% dei voti, confermando la tendenza nazionale», esordisce l'esponente dem.
La difesa della separazione dei poteri
Per il centrosinistra, la bocciatura della riforma non è una semplice questione di ingegneria costituzionale, ma la strenua difesa di un principio democratico basilare contro le ingerenze della politica. «I cittadini italiani hanno parlato chiaro: il NO al referendum sulla giustizia ha vinto con una maggioranza schiacciante», prosegue Pirisi. La motivazione di questo plebiscito, secondo il presidente del PD locale, risiede nell'architettura stessa dello Stato: «Il NO ha vinto perché i cittadini italiani credono nella separazione dei poteri e nella tutela dei diritti fondamentali». Cosa significa "separazione dei poteri" e perché si parla di "indipendenza della magistratura"? In una democrazia moderna (come stabilito dalla nostra Costituzione), il potere dello Stato è diviso in tre rami che non devono mai invadersi o sovrastarsi a vicenda: il Parlamento fa le leggi (potere legislativo), il Governo le applica (potere esecutivo) e la Magistratura giudica chi non le rispetta (potere giudiziario). Dire che la magistratura deve essere "indipendente" significa garantire che nessun politico o ministro possa dire a un giudice chi indagare o come decidere una sentenza. Secondo il fronte del "No", la riforma appena bocciata avrebbe invece aumentato l'influenza del potere politico sui tribunali.
L'avvertimento alle istituzioni
Messa in cassaforte la Costituzione, l'analisi di Pirisi si sposta sulle conseguenze politiche e pratiche del voto, trasformando la vittoria referendaria in un monito. «Il risultato del referendum è un chiaro messaggio ai governi e alle istituzioni, la giustizia italiana deve rimanere indipendente e imparziale, al servizio dei cittadini e non degli interessi politici», tuona il dirigente democratico.
L'intervento si chiude con un ringraziamento formale a chi si è recato alle urne per respingere «una riforma che avrebbe compromesso l'indipendenza della magistratura e la tutela dei diritti dei cittadini» e con uno sguardo alle prossime battaglie sul tema: «Questa vittoria è un punto di partenza per costruire un futuro per la giustizia italiana, basato sull'indipendenza, la legalità e la tutela dei diritti di tutti. Continueremo a lavorare per una giustizia più giusta e più efficiente, al servizio dei cittadini».