I Carabinieri Forestali mettono i sigilli a un cantiere di 2.000 metri quadri a Punta Villa. Sequestrati due escavatori. L'intervento ha alterato il deflusso dell'acqua, mettendo a rischio di frana le case sottostanti.
di Pasqualino Trubia
Nel cuore del Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, in località Punta Villa, una collina stava cambiando forma a colpi di escavatore, senza l'ombra di un'autorizzazione. I Carabinieri Forestali del Posto Fisso di Caprera hanno scoperto e bloccato un cantiere abusivo che, per far spazio a un posteggio privato, rischiava di compromettere la stabilità idrogeologica dell'intera area.
I lavori: dal fiume sepolto al maxi-muro
I militari si sono trovati di fronte a un intervento di edilizia pesante. Un cittadino italiano, residente sull'isola, aveva avviato una massiccia campagna di sbancamento per modificare permanentemente la pendenza del versante e costruire un box auto.
I controlli hanno fatto emergere una lista di interventi radicali: realizzazione di una strada sterrata ex novo, scavi riempiti con materiale edile di scarto e, soprattutto, la costruzione di un muro perimetrale lungo 10 metri e alto 7. Questa imponente opera in pietra era stata eretta esattamente in un impluvio (l'avvallamento naturale dove scorre l'acqua piovana), arrivando a seppellire un piccolo corso d'acqua. Cosa significa "tombamento di un corso d'acqua" e cos'è il "vincolo idrogeologico"? Il tombamento è la pratica (quasi sempre illegale) di coprire, deviare o interrare un ruscello per ricavarci sopra del terreno utile o edificabile. Il vincolo idrogeologico è un divieto assoluto di fare scavi o costruire in zone dove il terreno è fragile. Interrare un fiume e costruirci sopra un muro di 7 metri significa, di fatto, creare una diga artificiale abusiva. L'acqua non trova più il suo sbocco naturale e, in caso di forti piogge, il rischio concreto è che il terreno ceda travolgendo come una valanga di fango le abitazioni situate più a valle.
Triplo scudo violato e sequestri da 100mila euro
L'area sbancata a Punta Villa non è un terreno qualunque. È protetta da un triplo scudo normativo: ricade nel perimetro del Parco Nazionale ed è sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico.
Per fermare lo scempio, i Carabinieri Forestali hanno fatto scattare immediatamente il sequestro penale per l'intera area di 2.000 metri quadrati. Sotto chiave sono finiti anche i due escavatori utilizzati per muovere la terra e i massi, il cui valore commerciale è stimato intorno ai 100.000 euro. Il provvedimento d'urgenza è già stato convalidato dall'Autorità Giudiziaria.
L'iter giudiziario
Il proprietario del terreno è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Tempio Pausania per i reati ambientali e urbanistici riscontrati. Come impone la legge a garanzia dei cittadini, l'Arma precisa che l'uomo è attualmente da considerarsi solo indiziato: la sua effettiva colpevolezza potrà essere stabilita in maniera definitiva esclusivamente dall'emissione di una sentenza passata in giudicato.