Dieci anni di Arvesiniadu: Benetutti blinda il suo vitigno raro. Due mesi di eventi tra cantine e piazze

Il Goceano celebra l'uva autoctona con l'edizione del decennale di "Arvisionende in Chintina". Si parte il 28 marzo con la masterclass degli enologi, clou il 9 maggio con le degustazioni nel centro storico.

di Pasqualino Trubia

Un'uva rara, dieci anni di lavoro e un intero paese mobilitato per non disperdere la propria identità agricola. A Benetutti è tutto pronto per il decennale di "Arvisionende in Chintina", la manifestazione dedicata esclusivamente all'Arvesiniadu, il vitigno simbolo del Goceano. La macchina organizzativa è partita ufficialmente nei giorni scorsi, con la presentazione del programma all'interno della Biblioteca Comunale.

Il patto tra Comune e produttori A fare gli onori di casa ci hanno pensato il sindaco Daniele Arca e l'assessore all'Agricoltura Daniele Manca. La scelta della biblioteca come quartier generale non è casuale: l'amministrazione punta a saldare in modo esplicito il legame tra il prodotto della terra e la cultura locale.

«Celebrare il compleanno di 'Arvisionende in Chintina' significa festeggiare la nostra comunità e la sua capacità di valorizzare le proprie eccellenze», ha sottolineato il primo cittadino, evidenziando come la formula vincente risieda nella rete sinergica tra istituzioni pubbliche e aziende private. Cosa significa "Arvisionende in Chintina"? È un gioco di parole praticamente intraducibile alla lettera. Fonde il nome del vitigno autoctono (Arvesiniadu o Arvisionadu) con il verbo sardo arresionare (chiacchierare, discutere). Il senso compiuto è: "discutere e chiacchierare in cantina bevendo Arvesiniadu". Nel programma viene citata anche l'ONAV: è l'Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, l'ente tecnico che valuta e certifica le caratteristiche sensoriali dei vini.

Il calendario: 28 marzo in cattedra, 9 maggio in piazza Il presidente della Confraternita dell'Arvisionadu, Giampaolo Sanna, ha snocciolato le tappe di questa decima edizione, divisa in due momenti operativi ben distinti.

Il primo appuntamento è fissato per sabato 28 marzo (ore 10:00) al Centro di Aggregazione Sociale. Sarà una mattinata prettamente tecnica: una masterclass condotta dagli enologi Paolo Cuguttu e Antonio Tiana. Sotto la lente d'ingrandimento, e nei calici, ci saranno le etichette di otto produttori di Benetutti e Bono che hanno scommesso sul vitigno (Mulas, Dessena, Boddetto, Cappai, Cabras, Sotgia, Arcanu e Seicentosettantatré).

La grande festa popolare andrà invece in scena sabato 9 maggio. La mattina sarà riservata agli operatori del settore e della ristorazione, mentre nel pomeriggio (dopo il convegno sui dieci anni del progetto) si apriranno i cancelli per il pubblico. I cortili e i vicoli del centro storico diventeranno un percorso di degustazione diffuso a cielo aperto.

L'ingresso nel mondo digitale La tradizione, quest'anno, viaggia anche sullo smartphone. Grazie alla collaborazione con l'esperta algherese Nadia De Santis, l'evento sbarca su Wine App, un'applicazione dedicata all'enoturismo che permetterà ai visitatori di prenotare le masterclass e consultare in tempo reale il programma.

A dettare la linea per il futuro è lo stesso Sanna: «Il vitigno autoctono Arvisionadu si coltiva da sempre nei nostri territori. Il nostro obiettivo è valorizzarlo e farlo conoscere anche oltre i confini locali. Questo decennale rappresenta un traguardo importante, ma anche un nuovo punto di partenza. Invitiamo tutti a partecipare e a vivere l’esperienza di “Arvisionende in Chintina” anche attraverso strumenti innovativi come Wine App».

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