Napoli in vantaggio dopo soli 2’. Poi gestisce la gara. Cagliari che non demerita, ma la classifica si fa pesante.

  Il Napoli per una notte si ritrova solo al secondo posto a sei punti dall’Inter. È il risultato del colpo di Cagliari deciso dopo un minuto e 15 secondi dal gol di Scott McTominay che risolve con astuzia una mischia in area. Troppo poco per chi vuole aspirare alla clamorosa impresa del bis scudetto. Ma Antonio Conte sorride per il quarto successo di fila. Gli altri tre erano stati per 2-1, qui c’è un solo gol che certifica l’utile vittoria contro il Cagliari. Ma Milinkovic-Savic può esultare per un clean sheet che mancava dalla gara vinta col Sassuolo. Vince, ma non convince, si diceva un tempo. E il Napoli non convince affatto. Non dà mai l’impressione di subire e il Cagliari non dà mai l’impressione di poter pareggiare, ma tutto si limita a uno sterile possesso palla a centrocampo con qualche affondo di Politano e qualche accelerazione di Alisson entrato nella ripresa. Per i sardi si fa dura. La salvezza non è certo impresa impossibile. Ma nelle ultime sette uscite i ragazzi di Fabio Pisacane hanno ottenuto soltanto due pareggi contro Parma e Lazio. Non bene. Per fortuna c’è il tesoretto determinato dalle tre vittorie precedenti con Juve, Fiorentina e Verona. Ma sei punti vanno fatti. E con le squadre del suo livello il Cagliari soffre. Sono tanti i napoletani, di nascita ed ex del club che aspettano questa sfida. Il tecnico Pisacane, Sebastiano Esposito, nativi, Folorunsho, Gaetano, Caprile e Pavoletti ex. Pisacane sceglie una formazione senza una vera prima punta. Ruolo che assegna a Folorunsho supportato dalla tecnica e dal dinamismo di Seba Esposito. L’intento è chiaramente quello di limitare i danni. Quindi, quattro centrali difensivi tutti insieme, Zè Pedro, Mina, Dossena e Rodriguez. Con Palestra che è a uomo su Gutierrez per limitarne le sortite. Zè Pedro segue a uomo McTominay e Mina e Dossena tengono a bada Hojlund.

  Un 4-4-2 in fase di possesso, una difesa sostanzialmente a cinque. Mascherata. Perché sono tanti i duelli uomo su uomo. Conte fa meno tatticismi e schiera il solito 3-4-2-1 col doppio play Gilmour-Lobotka. Anguissa è in panchina. Caprile, convocato da Gattuso, come Palestra, forse per l’emozione liscia il primo pallone dopo 30”. Ma il Napoli dopo un minuto e 15 secondi è già avanti: cross di Politano, mischione in area, palo di Buongiorno, Caprile non reattivissimo e lo scozzese McTominay più lesto di tutti firma il suo settimo gol in campionato. Non c’è reazione del Cagliari, ma al 16’ la frangia più caliente della Nord entra e prende posto. Non basta neppure questo… Lobotka prende il giallo, Gilmour non palleggia come dovrebbe e perde tanti palloni sulla pressione rossoblù. Al 19’ Hojlund cambia le scarpe e un minuto dopo Esposito ruba palla a Olivera e calcia in diagonale, ma fuori. Il giallo Mariani lo dà anche a Zé Pedro che fatica sullo scozzese. Ma è l’unico che con un colpo da biliardo fa passare il pallone e costringe Milinkovic-Savic alla respinta. Il Napoli non riesce ad affondare, il Cagliari si difende. Non succede nulla. Lukaku è triste e annoiato in panchina. Rientrano in campo gli stessi 22, ma Conte, dopo un tiro di De Bruyne respinto non perfettamente da Caprile cambia al 10’: fuori Lobotka, dentro Alisson per dare più sprint. Arretra McTominay. Che gestisce tutto il gioco della squadra di Conte. Tutto incentrato su un continuo palleggio, uno sterile giro palla e pochissimi affondi. L’unico che ci prova è Alisson sul quale però viene adottato il raddoppio sistematico. Poco Napoli e poco Cagliari, partita decisamente noiosa che nessuno riesce ad accendere. Esposito nel Cagliari si dà da fare correndo anche troppo. I cambi sono scontati. Pisacane rischia un’altra scommessa: l’attaccante 2007 senegalese Mendy per Zé Pedro e torna in campo dopo due mesi e mezzo Deiola per Adopo che comunque il suo lo ha fatto. Diventa un 4-3-3 puro. Conte butta dentro Spinazzola e Anguissa per Politano, stremato, e un impreciso Gilmour. È l’ultimo quarto d’ora di gara. Conte spende anche Juan Jesus per Olivera. E Pisacane punta su altre scommesse: Raterink per Rodriguez, Trepy per Esposito, sicuramente il migliore dei sardi. Cinque minuti di recupero. Determinano il giallo per proteste da diffidato. E un tiro sbilenco di Mendy. Il Napoli ringrazia e porta a case tre punti preziosi. Il Cagliari si rende conto che il finale di campionato sarà durissimo.

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