Federica Lai tra le più lette d’Italia: premiata alla Camera per la sua tesi di Master sulla riforma fiscale

  Orgoglio, determinazione e una soddisfazione arrivata quasi in punta di piedi. Il percorso di Federica Lai si racconta soprattutto attraverso le sue parole: misurate, concrete, ma attraversate da un entusiasmo autentico. Un riconoscimento importante, arrivato senza aspettative, che oggi diventa anche punto di partenza. Lai, 36enne di Macomer, è stata premiata per la sua tesi di Master di II livello in Diritto Tributario, dal titolo "Riforma fiscale e nuovi istituti: novità in tema di accertamento tributario e concordato preventivo biennale": tra le più lette d'Italia.

  E Lai è stata presto convocata alla Camera dei Deputati per la cerimonia di premiazione. «Sono stata pervasa principalmente da due sentimenti: incredulità, poiché non avrei mai immaginato che la mia tesi venisse visualizzata da così tanti colleghi, e orgoglio, per il riconoscimento conferito al mio lavoro». E poi Roma, la Camera dei Deputati, un luogo che pesa di storia e simboli. Un momento che resta inciso. «Aver attraversato i corridoi, aver salito le scale in granito con tanto di tappeto rosso e aver preso posto proprio in quell’aula nella quale “alle ore 18 del 10 giugno 1946 la Corte Suprema della Cassazione proclamò i risultati del Referendum Istituzionale del 2 Giugno 1946 che diede vita alla Repubblica Italiana” – così cita la targa ivi affissa – mi hanno fatto provare un’emozione indescrivibile». Al di là della premiazione, il significato è ancora più profondo. «Rappresenta uno stimolo e un incoraggiamento a migliorarmi, a studiare e ad aggiornarmi continuamente.

  Mi ha dimostrato, per l’ennesima volta, che il sacrificio e l’impegno ripagano sempre». Un percorso costruito giorno dopo giorno, tra lavoro e studio. «Ho sfruttato al massimo il tempo libero a disposizione e ho “sacrificato” qualche giornata festiva o di riposo, ma senza mai rinunciare a quel tempo da dedicare giustamente a me stessa e alla mia famiglia. Nulla di eccezionale! Parole chiave: organizzazione e ottimizzazione». E anche nei momenti più complessi, la direzione è rimasta chiara. «In tutta onestà, non ho mai pensato di mollare. Certo ci sono stati dei momenti faticosi mentalmente, ma il fine ultimo – quello di realizzare un buon lavoro di tesi e conseguire il Master – ha prevalso su tutto». Tra le difficoltà, una su tutte: restare al passo con una materia in continuo movimento. «La difficoltà più grande è stata la ricerca continua e quotidiana di materiale aggiornato utile alla stesura della tesi, poiché in quel periodo la riforma stava ancora prendendo vita attraverso la pubblicazione di vari decreti correttivi e circolari». Una scelta, quella del tema, tutt’altro che casuale. «Ho pensato che potesse rappresentare una grande occasione per studiare in prima persona e per far conoscere agli altri un istituto creato al fine di rafforzare il dialogo tra Agenzia delle Entrate e contribuente». E il senso, oggi, è anche civico. «È importante che ogni cittadino conosca gli istituti messi a disposizione dalla Legge, affinché partecipi proattivamente agli eventi che influenzano la sua sfera tributaria e al suo rapporto con il Fisco».

  Uno sguardo lucido anche sul proprio lavoro. «Essendo la riforma fiscale argomento di grande attualità, il mio lavoro ne risulta di conseguenza correlato; nello specifico, ho pensato che studiare in modo approfondito la materia mi avrebbe consentito certamente una preparazione tale da avere un approccio sicuro ai vari casi pratici che si sarebbero presentati». E qualcosa, dopo questo riconoscimento, cambia. «Di base, amo il mio lavoro. Devo ammettere, però, che questo riconoscimento ha contribuito a farmi apprezzare ulteriormente la mia funzione e il rapporto con i miei colleghi». C’è poi un legame che resta centrale: quello con la Sardegna. «Il legame con la Sardegna è indissolubile e credo che emergere a livello nazionale rappresenti un orgoglio per qualsiasi sardo ma, in particolar modo, far conoscere una piccola realtà quale è la mia città di origine Macomer». Infine, lo sguardo avanti. Senza svelare troppo, ma con una direzione chiara. «Credo che non si finisca mai di imparare e che prefissarsi sempre dei nuovi obiettivi, in qualsiasi ambito, renda la propria vita meritevole di essere vissuta. Chi si ferma è perduto!»

L'Intervista

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