Hantavirus: l’allarme globale non ha ragione di esistere.

  Mentre il mondo cerca ancora di mettersi definitivamente alle spalle l’era del Covid-19, il solo sentire parlare di "nuovi virus" con tassi di mortalità elevati fa scattare immediatamente l’allarme rosso. Nelle ultime ore, il nome dell’Hantavirus è tornato a circolare con insistenza sui social e nelle testate internazionali. Ma siamo davvero di fronte a una nuova minaccia globale? La risposta breve è no, e i motivi sono prettamente scientifici. Non si tratta di un virus "nuovo". L'Hantavirus è una famiglia di virus nota da decenni, endemica in diverse parti del mondo, dalle Americhe all'Asia.

  A differenza del SARS-CoV-2, che ha avuto origine da un salto di specie per poi adattarsi perfettamente alla trasmissione umana, l'Hantavirus ha un legame indissolubile con il mondo animale: i roditori. Il motivo principale per cui l'Hantavirus non può trasformarsi in una pandemia come il Covid risiede nella modalità di trasmissione: 1) Covid-19: Si trasmette da uomo a uomo attraverso le goccioline di saliva (droplets) e l'aerosol. Un virus "sociale" che viaggia con i nostri incontri. 2) Hantavirus: Il contagio avviene quasi esclusivamente tramite il contatto diretto con urina, feci o saliva di roditori infetti, oppure inalando la polvere contaminata da questi scarti (ad esempio pulendo una vecchia cantina o un solaio). La trasmissione da uomo a uomo è estremamente rara, documentata solo in casi isolati in Sud America e legata a ceppi molto specifici. In breve: se il tuo vicino di scrivania ha l'Hantavirus, non te lo può attaccare con uno starnuto.

  Se da un lato non dobbiamo temere il “lockdown”, dall'altro non bisogna sottovalutare la pericolosità del virus per il singolo individuo. L'Hantavirus può causare gravi sindromi polmonari o renali con tassi di mortalità che possono sfiorare il 38%. È un predatore solitario: colpisce duramente chi entra nel suo raggio d’azione (ambienti rurali, magazzini abbandonati, zone infestate da topi), ma la sua corsa si ferma lì. Più che mascherine e distanziamento sociale, la prevenzione contro l'Hantavirus passa per l'igiene degli ambienti: 1. Aerare bene locali rimasti chiusi per lungo tempo (cantine, case di campagna) prima di entrarvi. 2. Utilizzare guanti e mascherine durante la pulizia di zone dove potrebbero esserci tracce di roditori. 3. Disinfettare con candeggina o soluzioni alcoliche le superfici sospette. Il sensazionalismo da tastiera può essere contagioso quanto un virus, ma la realtà dei fatti ci dice che l'Hantavirus resterà una minaccia confinata a contesti specifici. Monitorare è il dovere delle autorità sanitarie, informare correttamente è il nostro. Per oggi, possiamo continuare a respirare liberamente: il "nemico invisibile" questa volta non viaggia sugli autobus o nei cinema.

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