Valorizzare i prodotti sardi: un gesto d’amore per la nostra terra

Scegliere prodotti sardi come carni, formaggi e grani locali non è soltanto una questione di gusto: è un modo concreto per sostenere l’economia dell’isola, rispettare l’ambiente e preservare la nostra identità culturale. In un momento in cui i prodotti industriali e importati occupano sempre più spazio nei supermercati, è fondamentale riscoprire il valore di ciò che la nostra terra ci offre. Le carni sarde, come il celebre maialetto da latte o l’agnello IGP, provengono da allevamenti tradizionali, dove gli animali crescono all’aperto e si nutrono in modo naturale. Questo non solo garantisce una qualità superiore, ma riduce anche l’impatto ambientale rispetto agli allevamenti intensivi. Lo stesso vale per i grani antichi sardi, come il "cappelli", perfetti per produrre pane, pasta e dolci con un gusto autentico e più digeribile. Acquistare e cucinare questi prodotti significa dare valore al lavoro dei piccoli produttori, spesso custodi di tecniche tramandate da generazioni. È anche un modo per combattere lo spopolamento delle zone interne, offrendo un futuro ai giovani che scelgono di restare e investire nella loro terra. Inoltre, mantenere viva la cucina tradizionale sarda – dal pane carasau alla fregula, dal pecorino sardo ai dolci di mandorla – vuol dire raccontare la nostra storia attraverso i sapori. In un mondo sempre più omologato, scegliere sardo è un atto di amore e di orgoglio. Perché la Sardegna si difende anche a tavola, un ingrediente alla volta.

Attualità

L'Osservatorio di Guerrini: I miei amici a quattro zampe
Cagliari. I miei amici quattrozampe. La cieca ferocia contro di loro di alcuni esseri "umani" sta scatenando indignazione e orrore. Alcune settimane fa, a Oliena (Nuoro), un giovane si scagliato contro il cagnolino di famiglia ponendo fine alla sua vita a suon di calci. Il fratellino del killer era inutilmente corso a chiedere aiuto ai carabinieri....

La dittatura dell'istante e la pazienza della pietra
Il pollice scorre sul vetro dello smartphone con un ritmo nervoso. Scarta, approva, cancella. È il gesto liturgico del nostro tempo: trecento volte al giorno chiediamo alla realtà di cambiare scena, di intrattenerci, di andare più veloce. Se una pagina web impiega tre secondi a caricarsi, proviamo un’irritazione fisica, un ...

La Repubblica del dileggio (e del piagnisteo)
Se c'è una cosa che questa povera Italia non si è mai fatta mancare, è il ridicolo. Ma un tempo, almeno, il ridicolo aveva una sua teatralità, una sua grandezza tragica. Oggi no. Oggi siamo scivolati nel pettegolezzo da ballatoio, elevato a rango di dibattito politico.Leggo che a Trieste, nobile...

L'osservatorio di Guerrini: Racconto domenicale straziante
Il mio racconto domenicale. Non posso non dedicarlo a quelle povere, giovani creature bruciate vive nel seminterrato di un bar nella montagna svizzera di Crans Montana. Penso al terrore di quei ragazzi e all'atrocità della loro fine. E, con angoscia, cerco di immaginare la disperazione delle loro famiglie. Dei loro genitori dei loro fratelli, delle...

La solitudine dei socii e il richiamo della foresta (americana)
Nella notte del 3 gennaio, i caccia francesi e britannici hanno colpito postazioni dello Stato Islamico in Siria. Un’azione cinetica, rapida, chirurgica. Eppure, a chi osservi la carta geografica con occhio disincantato, svestito dalla retorica della cronaca, questo evento non appare come una semplice operazione di controte...

L'Osservatorio di Guerrini: Mario Marchetti
Cagliari. Un altro amico ha lasciato questa terra. È l'ex Procuratore aggiunto Mario Marchetti. Per anni uomo di punta del Palazzo di Giustizia di Cagliari. Mio coetaneo. Ci siamo conosciuti all'inizio delle nostre carriere. Lui era commissario alla Squadra Mobile, io giovane reporter. Ci siamo poi persi di vista per tanti anni, perché io ormai la...

L'osservatorio di Guerrini: La guerra dei botti
La guerra dei botti. Nel napoletano ha fatto registrare 57 feriti. Incredibile la vicenda di un romano. Si è ferito in maniera grave ad una mano con un petardo. Non contento, dopo le medicazioni in ospedale, è tornato ad usare i mortaretti. Risultato: ha dovuto nuovamente presentarsi al Pronto Soccorso per ferite al viso. Errare humanum est, persev...