La rotta di collisione sui cieli sardi: Tedde accusa la presidente Todde di scacciare i milioni di Ryanair con l'arroganza del potere

L'esponente di Forza Italia attacca la giunta regionale sull'imposta d'imbarco e sui trenta milioni di fondi pubblici destinati alle quote societarie. Appello ai sindaci per fermare la guerra ai vettori privati.

Il braccio di ferro tra l'esecutivo regionale e il colosso dei cieli Ryanair si arricchisce di un nuovo capitolo, consumato a colpi di comunicati al vetriolo. A incrociare le lame con la presidenza della Regione Sardegna è Marco Tedde, consigliere nazionale di Forza Italia, che accusa senza mezzi termini la governatrice di aver intrapreso una crociata personale contro il principale vettore aereo europeo. Secondo l'esponente politico, l'atteggiamento di chiusura ostentato nei confronti della compagnia irlandese, la quale avrebbe messo sul tavolo investimenti per centinaia di milioni di euro e l'apertura di nuove basi operative, rischia di tagliare fuori l'isola dalle grandi rotte commerciali. Tedde bolla le dichiarazioni della presidente come il frutto di "un modo di governare fondato sull’arroganza, sulla propaganda e sulla contrapposizione permanente", un approccio giudicato più consono a una perenne campagna elettorale che alla guida pragmatica di un'istituzione.

Il fulcro del contendere ruota attorno all'addizionale comunale sui diritti d'imbarco, il balzello erariale che grava su ogni singolo biglietto staccato ai passeggeri. Forza Italia rivendica una battaglia triennale condotta nel territorio di Alghero per azzerare questa tassa, supportata nel tempo da convegni accademici e pareri di esperti del settore turistico. La tesi è aritmetica: abbattere i costi alla base per generare un effetto a catena capace di attrarre nuove rotte e stimolare l'occupazione locale. Una ricetta che, ricorda Tedde, è già stata sposata con successo da diverse amministrazioni italiane, dall'Abruzzo all'Emilia-Romagna, passando per Calabria, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. Enti che avrebbero scelto di rinunciare al gettito immediato pur di sedurre le compagnie aeree, lasciando la Sardegna isolata nella sua immobilità.

A rendere il quadro politicamente infiammabile, secondo la lettura del consigliere forzista, è la profonda contraddizione contabile della Giunta. Da un lato si ergono barricate contro un operatore privato disposto a iniettare capitali e creare nuovi posti di lavoro, dall'altro si pianifica di attingere alle casse pubbliche per un'operazione di natura prettamente finanziaria. Il riferimento è al progetto della Regione di investire circa trenta milioni di euro di soldi pubblici per acquisire quote societarie all'interno delle aziende che gestiscono gli aeroporti isolani. Un esborso che Tedde definisce come un'operazione di pura facciata, destinata a garantire un pacchetto di azioni di minoranza incapace di fornire un reale potere di indirizzo sulle strategie degli scali commerciali.

Davanti a questo stallo istituzionale, la mossa tattica dell'opposizione è quella di aggirare il palazzo regionale per chiamare direttamente in causa le fasce tricolori. Il comunicato lancia un appello esplicito al sindaco di Alghero, ai vertici della Città Metropolitana e ai primi cittadini dei municipi il cui tessuto economico dipende in gran parte dai flussi dei viaggiatori. La richiesta è quella di un intervento formale per richiamare la presidenza a un maggiore senso di responsabilità, costringendo l'esecutivo ad abbandonare la logica del muro contro muro. Ogni giorno consumato in sterili contrapposizioni ideologiche, chiude Tedde, si traduce in un danno tangibile e irreversibile per le imprese, i lavoratori e il futuro turistico dell'intera Sardegna.

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