Il cantautorato e le fiabe sonore sbarcano in Spagna: l'asse sardo-madrileno riaccende le radici degli emigrati

Il palcoscenico della Scuola Statale Italiana di Madrid ospita due giorni di concerti e spettacoli promossi dall'associazione Palazzo d’Inverno. In scena il repertorio storico nazionale e le melodie dell'isola finanziati dai fondi ministeriali e regionali.

Il palcoscenico della Scuola Statale Italiana di Madrid diventa per quarantotto ore l'avamposto della cultura sarda e nazionale. Il 4 e il 5 giugno la capitale spagnola ospita una doppia rassegna artistica organizzata dall'associazione culturale Palazzo d'Inverno, operante in tandem con il Circolo Sardo Ichnusa, sodalizio che da anni funge da punto di riferimento per la comunità di emigrati residenti nella penisola iberica. L'iniziativa, sostenuta finanziariamente dal Ministero della Cultura e dagli assessorati regionali sardi competenti per il Lavoro e la Pubblica Istruzione, mira a cementare il legame identitario degli italiani all'estero attraverso la musica dal vivo e la narrazione teatrale.

Il cartellone si apre la mattina del 4 giugno, alle ore dieci, con una produzione concepita appositamente per i banchi di scuola. Lo spettacolo, intitolato "C'era una volta", è un percorso narrativo interattivo nato da una coproduzione italo-spagnola. Sulle tavole del teatro, la voce di Giusy Murgia Onnis e le chitarre di Gianluca Podda guidano gli studenti attraverso un repertorio di fiabe sonore, filastrocche e momenti di improvvisazione. Il format abbandona la tradizionale fruizione frontale per trasformare i bambini da meri spettatori a componenti attivi della performance. Per assorbire l'afflusso degli alunni dell'istituto, gli organizzatori hanno predisposto due repliche per la mattinata successiva, fissate alle dieci e alle undici e trenta.

Il registro cambia radicalmente nella fascia serale. Alle diciannove e trenta del 4 giugno i riflettori si accendono su "Passione Italiana", un concerto strutturato per il pubblico adulto. Al duo Murgia Onnis-Podda si affianca per l'occasione Enrico Atzeni al pianoforte, ampliando gli arrangiamenti acustici con sfumature classiche e jazzistiche. La scaletta è costruita come un viaggio cronologico attraverso i testi e le melodie che hanno segnato l'evoluzione della canzone d'autore italiana dal dopoguerra ai giorni nostri. All'interno di questo perimetro storico, una sezione specifica dell'esibizione viene riservata all'omaggio musicale alla Sardegna, con l'esecuzione dal vivo di brani selezionati per mantenere intatte le sonorità e la memoria dell'isola tra i connazionali espatriati.

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