Allarme sicurezza in Sardegna tra organici ridotti all'osso e affitti inaccessibili: il sindacato di polizia suona la sveglia al Governo

I vertici regionali del Siulp riuniti a Cannigione denunciano la carenza di agenti e mezzi. Sul tavolo anche il nodo del centro per i rimpatri di Macomer e le tensioni ad Alghero dopo il raid incendiario.

I pensionamenti avanzano, le assunzioni restano al palo e i carichi di lavoro per chi indossa la divisa si fanno sempre più insostenibili. È la fotografia scattata dai vertici del Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia, la principale organizzazione sindacale delle forze dell'ordine, riunitisi lo scorso 29 maggio a Cannigione alla presenza del segretario nazionale Fabio Lauri. Durante l'incontro dei vertici regionali, è emerso un quadro critico che coinvolge trasversalmente tutte le questure e i commissariati dell'isola: la mancanza di un adeguato ricambio generazionale sta assottigliando le fila degli agenti, mettendo a rischio la tenuta del sistema di pubblica sicurezza. Il sindacato ha lanciato un appello diretto al Governo e al Dipartimento della Pubblica Sicurezza, chiedendo una pianificazione straordinaria delle assunzioni che tenga conto delle reali necessità del territorio sardo e non si limiti a freddi calcoli matematici.

A tracciare la linea delle rivendicazioni è stato il segretario regionale Giuseppe Caracciolo, che ha puntato il dito contro l'assenza di un piano pensionistico calibrato sulle specificità di chi lavora in strada. Il rappresentante sindacale ha ribadito la necessità di introdurre una "previdenza dedicata", uno strumento normativo in grado di riconoscere l'usura psicofisica legata a turni notturni, servizi di ordine pubblico e interventi ad alto rischio, garantendo un trattamento economico adeguato a fine carriera. Sul fronte dell'operatività quotidiana, Caracciolo ha inoltre sollecitato un rapido aggiornamento delle divise e delle dotazioni individuali, ritenute non più adatte per garantire l'efficienza e la sicurezza degli agenti impiegati nel controllo del territorio.

Il dibattito ha toccato anche l'emergenza abitativa, una barriera che ostacola la permanenza degli agenti sul territorio. Massimiliano Pala, segretario provinciale di Sassari, ha illustrato come l'esplosione dei costi degli affitti e la diffusione degli alloggi turistici a breve termine stiano mettendo in ginocchio le famiglie dei poliziotti. Pala ha chiesto l'attivazione di politiche abitative specifiche, mirate a facilitare l'accesso alla casa a condizioni sostenibili, partendo dalle aree più critiche come la Città Metropolitana di Sassari, la fascia costiera algherese e la Gallura, per poi estendere il modello al resto della regione. Un problema logistico che si somma alla cronica carenza di veicoli di servizio e ai continui tagli ai fondi destinati al pagamento del lavoro straordinario.

L'attenzione dei delegati si è poi concentrata sulle emergenze di cronaca più calde. I vertici sindacali hanno espresso forte preoccupazione per il raid incendiario consumatosi il 28 maggio nei pressi dell'aeroporto di Alghero, sollecitando un immediato potenziamento delle risorse per le indagini e il pattugliamento preventivo. In chiusura, è stato affrontato il nodo logistico del Centro di Permanenza per i Rimpatri di Macomer, la struttura governativa destinata a ospitare i migranti in attesa di espulsione. Il sindacato ha chiarito senza mezzi termini che la gestione dell'ordine pubblico all'interno del polo detentivo non può ricadere esclusivamente sulle spalle della Questura di Nuoro, già alle prese con gravi carenze di organico. La richiesta formale è quella di far convergere su Macomer agenti in trasferta da altre province sarde o dalla penisola, evitando così di sguarnire ulteriormente i presidi di sicurezza del territorio nuorese.

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