C'è una Sardegna profonda che da secoli fa sempre la stessa cosa: porta il gregge al pascolo tra le rocce, i cespugli e gli alberi delle zone interne. E c'è una burocrazia che, improvvisamente, guardando quelle stesse terre attraverso i monitor e le nuove mappe informatiche, non le riconosce più.
È il paradosso kafkiano delle cosiddette "Pratiche Locali Tradizionali" (PLT), un acronimo tecnico dietro cui si nasconde la sopravvivenza di migliaia di imprese zootecniche isolane. Il problema è semplice e brutale: se il sistema informatico non riconosce quei terreni come "pascoli", gli allevatori perdono i fondi europei della PAC (la Politica Agricola Comune). E ad poco più di un mese dalla scadenza per presentare le domande per ottenere questi aiuti vitali, fissata al 15 maggio, i computer della Regione e dello Stato segnano ancora "anomalia" su oltre 600mila ettari di superficie agricola sarda.
La mappa della discordia e i conti in sospeso
Il cortocircuito nasce nel 2024, con l'adozione di una nuova "carta dei suoli". Di colpo, superfici che per generazioni sono state classificate come pascoli sono finite nel calderone delle zone arborate o cespugliate. Risultato? Domande bloccate, soldi che non arrivano, Centri di assistenza agricola nel caos e allevatori che aspettano ancora i saldi delle vecchie annate.
A suonare la sveglia nei palazzi della Regione è Stefano Taras, presidente di Confagricoltura Sardegna, che punta l'indice direttamente contro l'Assessore regionale all'Agricoltura, Francesco Agus, reo – secondo l'associazione – di un silenzio incomprensibile su un'emergenza che si credeva già risolta mesi fa.
L'affondo di Confagricoltura
Le parole del presidente Taras chiamano in causa i vertici politici: «A poco più di un mese dalla chiusura dei termini per la presentazione delle domande PAC, prevista per il 15 maggio, perché l’assessore dell’Agricoltura, Francesco Agus, non ha sentito la necessità di un confronto con le organizzazioni di categoria agricola su un tema così emergenziale come quello delle Pratiche locali tradizionali (PLT)? Perché su una questione così cruciale che coinvolge da anni migliaia di imprese zootecniche, su oltre 600mila ettari di superficie agricola nelle aree più interne della Sardegna, ancora le attività di individuazione non si sono concluse? E soprattutto ci farebbe piacere capire, dopo aver appreso che si sarebbe trovata una soluzione, come si intende davvero risolvere la situazione, posto che si considerava già definita dalla fine dell’anno passato».
La frustrazione degli addetti ai lavori nasce proprio dalle promesse mancate degli anni scorsi, quando soluzioni sbandierate come definitive si sono rivelate dei semplici palliativi. Taras chiede quindi un tavolo tecnico immediato: «È tradizione della nostra organizzazione di categoria affrontare le questioni con la dovuta attenzione nello studiare le proposte e le norme che possano accompagnare i provvedimenti, ecco perché chiediamo un incontro in tempi brevi all’assessore Agus e al suo staff, così da capire quali sono le vie pensate per superare le criticità delle PLT. Criticità venute a galla con l’aggiornamento della classificazione delle superfici agricole seguita alla nuova carta dei suoli adottata nel 2024. Sul tema e sulle ultime comunicazioni ufficiali della Regione continuiamo a esprimere forte preoccupazione poiché più volte, in passato, ci era stato assicurato di aver trovato delle soluzioni rivelatesi poi parziali e tutt’altro che risolutive. Non è infatti accettabile che ogni stagione siano rimesse in discussione le classificazioni di determinate superfici, già in teoria aggiornate in precedenza, tra pascoli e prati permanenti o zone cespugliate e arborate, dove da secoli si pratica l’allevamento e si curano quindi territorio e biodiversità. Questo quadro poco chiaro è causa di grande confusione e incertezze tra gli allevatori e nei Centri di assistenza agricola all’atto della presentazione delle domande, con ritardi e mancate erogazioni nella gestione delle pratiche. A tutt’oggi, infatti, per numerose aziende operanti nelle zone interne dell’isola, dove prevale questo genere di superfici, ancora tarda l’erogazione dei saldi delle domande di aiuto della PAC. Sulle PLT e sulle politiche portate avanti dall’Assessorato dell’Agricoltura siamo certi che l’assessore Agus assicurerà la collaborazione necessaria, che ha sempre manifestato nei tavoli di confronto».
La palla passa ora all'Assessorato. Con la scadenza del 15 maggio che incombe, i pastori sardi aspettano di sapere se, per la burocrazia, le loro pecore stanno pascolando nell'erba o in un errore di sistema. In attesa di un tavolo verde risolutivo.