L'Asinara, un tempo luogo di dura reclusione e oggi santuario naturale, ha subìto in questi mesi invernali un assedio silenzioso quanto inesorabile: quello dei detriti e della plastica scaraventati a riva dalle mareggiate. Ma la risposta, questa volta, è arrivata con la forza di una mobilitazione civica che ha il sapore di una ritrovata coscienza collettiva.
Nel fine settimana, circa centocinquanta volontari mobilitati dall'associazione Plastic Free sono sbarcati sull'isola. Hanno setacciato le coste muovendosi dai due approdi principali di Fornelli (sul versante di Stintino) e Cala Reale (su quello di Porto Torres). Il bottino di questa operazione di bonifica restituisce la misura esatta di quanto il nostro mare sia ancora, purtroppo, utilizzato come discarica: sono stati rimossi circa 700 chilogrammi di plastica e rottami. Un numero imponente (che corregge al rialzo una svista iniziale del comunicato ufficiale, fermo a 70 kg nel titolo) a cui si aggiunge il recupero dai fondali di vecchi pneumatici, relitti storici dell'incuria umana, ripescati grazie all'intervento di Alessandro Masala e della Cormorano Marina.
Oltre il campanilismo: la rete del territorio
Non si è trattato dell'iniziativa isolata di un manipolo di volenterosi, bensì di una complessa macchina organizzativa che ha visto i comuni del Golfo dell'Asinara superare i tradizionali campanilismi. Sotto il coordinamento instancabile di Maria Luisa Vallebella, referente locale di Stintino, si è radunato un vero e proprio esercito pacifico. Hanno risposto all'appello i referenti e i cittadini di Porto Torres, Sassari, Sorso, Castelsardo e Badesi, con rinforzi giunti da mezza Sardegna, dalla Gallura fino all'entroterra sassarese.
Una logistica da sbarco
Muovere in sicurezza centocinquanta persone verso un'isola parco richiede coordinamento e mezzi. L'operazione ha funzionato grazie a una sinergia totale tra istituzioni pubbliche e operatori privati. L'Ente Parco Nazionale dell'Asinara ha aperto le porte e garantito il supporto istituzionale necessario, affiancato dai patrocini dei vari Comuni costieri.
Mentre le compagnie di navigazione locali (Delcomar, Alcor e Ausonia) hanno garantito il ponte marittimo per i volontari, a terra la mobilità è stata assicurata dai fuoristrada messi a disposizione dai consorzi degli operatori turistici. A vegliare sul corretto e sicuro svolgimento della giornata si è schierato l'intero apparato dello Stato presente sul territorio: dal Corpo Forestale ai Carabinieri (presenti anche in mare con la motovedetta), passando per la Capitaneria di Porto di Porto Torres e i Barracelli di Stintino.
La dichiarazione
A tirare le fila dell'intera giornata è la Sindaca di Stintino, Rita Limbania Vallebella, che siede anche nel Consiglio Direttivo del Parco. Le sue parole sigillano il senso dell'operazione: "Vedere così tanti referenti e volontari uniti per la nostra Isola è il segno di una coscienza ambientale sempre più forte," conclude la Sindaca Rita Limbania Vallebella. "Un ringraziamento anche ad Alessandra Casula e Cristiana per l'accoglienza e alle guide ambientali per aver vigilato sul rispetto dell'ecosistema."