L'esercito della solidarietà: dodici comuni firmano la pace con l'emergenza

Ossi, cinema Casablanca. Dopo dieci anni di carte e buoni propositi, la Protezione Civile del Coros smette di essere un faldone burocratico per diventare una pattuglia operativa. Dodici comuni dell’Unione — quell'ente locale che mette insieme i municipi per gestire i servizi in forma associata, risparmiando sui costi e aumentando l'efficienza — hanno ora un braccio operativo unico. L’assemblea dei volontari ha eletto Giuseppe Campesi coordinatore e Vittorio Murgia suo vice.

La forza del "Civis" La parola Protezione deriva dal latino protegere: coprire davanti, difendere. Quella Civile affonda le radici nel termine civis, il cittadino. Si parla di cittadini che difendono altri cittadini. Il gruppo opererà come ente del Terzo Settore — quel comparto di organizzazioni senza scopo di lucro che perseguono finalità civiche e solidaristiche — e avrà la sua centrale operativa a Ossi, in località "Sa Iddazza": un’area di 1.600 metri quadrati destinata a ospitare mezzi e attrezzature. La novità sta nella "gestione associata". Molti piccoli comuni, da soli, non hanno le gambe per reggere un proprio gruppo di soccorso. L’Unione del Coros ha deciso di accentrare il comando per intervenire laddove mancano braccia e risorse locali. Circa ottanta volontari riceveranno a giorni i DPI, ovvero i Dispositivi di Protezione Individuale: caschi, tute e guanti necessari per intervenire senza rischiare la pelle.

Il tutto seguirà il Piano di Protezione Civile, il documento tecnico che stabilisce le gerarchie e le azioni da compiere durante un'allerta. Cristian Budroni, presidente dell’Unione del Coros, ha commentato l'esito dell'assemblea: «La nascita di questo gruppo rappresenta un traguardo fondamentale costruito in sinergia con la struttura tecnica dell’Unione e voluto fortemente da tutti gli amministratori. Essere presente nel territorio e compensare quei comuni che non hanno un servizio di Protezione civile era un obiettivo da raggiungere e ci siamo riusciti».

Consapevolezza e territorio Pasquale Lubinu, sindaco di Ossi e assessore con delega alla materia, ha puntato sulla formazione: «La Protezione Civile è un coordinamento fondamentale per il territorio. Formare volontari con competenze specifiche significa far crescere nel Coros una nuova cultura della consapevolezza, della sicurezza e della solidarietà. Un supporto operativo importante che sarà operativo già da questa primavera».

La struttura c'è, i gradi sono stati assegnati e le divise sono in consegna. Resta da vedere se la macchina del Coros, una volta accesa, saprà resistere alla prova dei fatti. La gestione associata è un'ottima idea sulla carta, ma richiede un coordinamento che non ammette rallentamenti burocratici. Basteranno ottanta volontari e una centrale a Ossi per garantire la sicurezza di dodici paesi, o l'apparato dell'Unione finirà per appesantire anche i soccorsi?

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