Grazia Deledda cent'anni dopo: Nuoro vince i fondi di Roma per togliere la polvere dal Nobel

Ci sono due modi per affrontare i centenari storici: ci si può accontentare di lucidare le vecchie targhe di marmo e pronunciare i consueti discorsi di circostanza, oppure si può tentare l'impresa, decisamente più ardua, di spiegare ai ragazzi con lo smartphone perché una donna sarda, esattamente un secolo fa, riuscì a conquistare il tetto del mondo letterario.

Nuoro, per celebrare i cento anni dal Premio Nobel conferito a Grazia Deledda (1926-2026), ha scelto la seconda strada. E, cosa non scontata quando si ha a che fare con la burocrazia romana, ha convinto lo Stato a finanziare l'impresa. Il progetto, intitolato con un inequivocabile richiamo letterario “Cuore bisogna avere, null’altro”, ha infatti superato la rigida selezione del bando promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli anniversari di interesse nazionale.

Non la solita questua per allestire un palco e una parata. Sul tavolo ci sono 380mila euro (238mila stanziati da Roma, il resto coperto dagli enti locali) per finanziare dodici mesi di attività che puntano a un obiettivo ambizioso: sfilare l'opera della Deledda dai polverosi scaffali della letteratura per addetti ai lavori e tradurla nel linguaggio del presente. In cantiere ci sono podcast narrativi, una scuola permanente di scrittura creativa, nuove edizioni annotate, un concorso letterario nazionale e persino traduzioni internazionali.

L'asse con la Romagna e il peso delle istituzioni Per far pesare la candidatura nei palazzi romani, la politica locale ha dovuto, per una volta, deporre i campanilismi e fare quadrato. Il Comune di Nuoro ha fatto da capofila, trovando una sponda solida – operativa e finanziaria – nella Provincia e nel MAN (il Museo d'Arte provinciale). Ma la rete si è estesa ben oltre il Supramonte, agganciando i paesi del circondario (Galtellì, Orani, Dorgali) e, soprattutto, varcando il Tirreno per stringere un patto di ferro con Cervia, la città romagnola che fu patria d'adozione della scrittrice e con la quale verrà siglato un gemellaggio ufficiale.

A vigilare sull'impalcatura culturale dell'operazione è stato chiamato un comitato scientifico: ne fanno parte, tra gli altri, lo scrittore Marcello Fois, la studiosa Angela Guiso, lo storico Roberto Balzani, la direttrice di Casa Moretti Manuela Ricci e la pronipote della scrittrice, Grazia Elena Madesani Deledda. Il cronoprogramma è già in marcia: dopo l'esordio di febbraio a Nuoro, la carovana si sposterà in Romagna l'8 e il 9 maggio per il Festival Deleddiano, puntando poi alla data campale del 10 dicembre 2026, giorno esatto in cui scoccherà il secolo dal conferimento del Nobel.

Le voci dell'amministrazione A tirare le fila dell'operazione, illustrando la filosofia che ha spinto l'amministrazione a scartare la via della semplice parata celebrativa, è Natascia Demurtas, assessora alla Cultura del Comune di Nuoro. Le sue parole rivendicano la concretezza del piano: “Il finanziamento di questo progetto rappresenta un risultato importante e tutt’altro che scontato. Si tratta di un bando nazionale altamente competitivo, che ha premiato la qualità della proposta e il lavoro costruito in questi mesi insieme a una rete istituzionale e culturale ampia e qualificata. Nuoro dimostra di essere all’altezza di una dimensione nazionale non solo per la forza della sua identità, ma per la capacità di tradurla in progettualità concreta, credibile e riconosciuta. Abbiamo scelto consapevolmente di non limitarci a celebrare una ricorrenza: sarebbe stato semplice, ma riduttivo. L’obiettivo è restituire Grazia Deledda al presente, farne una voce viva, capace di parlare ancora oggi, soprattutto alle nuove generazioni. Questo progetto integra ricerca, produzione culturale, innovazione e partecipazione. Non è un semplice calendario di eventi, ma un percorso strutturato pensato per lasciare risultati duraturi. Particolarmente significativo è il coinvolgimento diretto dei giovani: non spettatori, ma protagonisti attivi, chiamati a confrontarsi con l’opera deleddiana attraverso linguaggi contemporanei. È qui che si misura la forza di un progetto culturale. Il riconoscimento ottenuto conferma che la direzione intrapresa è quella giusta. Ora si apre la fase più impegnativa: dare piena attuazione a un programma complesso, capace di generare ricadute reali sul piano culturale, sociale ed economico. Questo progetto rappresenta anche un passaggio strategico per il posizionamento di Nuoro: non solo luogo della memoria, ma città capace di interpretarla, aggiornarla e rilanciarla in una dimensione nazionale e contemporanea.”

A farle eco, confermando come, in questo caso, la filiera istituzionale abbia viaggiato sullo stesso binario, è Sonia Mele, consigliera provinciale con delega alla Cultura: “L’adesione della Provincia di Nuoro a questo progetto rappresenta una scelta convinta e strategica. Fin dall’inizio abbiamo lavorato in stretta sinergia con il Comune di Nuoro, condividendo obiettivi e impostazione, nella consapevolezza che solo attraverso una collaborazione istituzionale solida sia possibile affrontare sfide di questa portata. Il riconoscimento ottenuto premia non solo la qualità della proposta, ma anche la capacità del territorio di fare sistema. La figura di Grazia Deledda appartiene all’intera comunità e costituisce un patrimonio culturale che va valorizzato in modo unitario, mettendo in rete competenze, risorse e progettualità. Come Provincia continueremo a garantire il nostro supporto, sia sul piano organizzativo sia attraverso il coinvolgimento delle realtà locali, affinché questo progetto possa produrre risultati concreti e duraturi, contribuendo alla crescita culturale e all’attrattività del territorio.”

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