Alghero, l'aula vuota e il trucco del pallottoliere. Pais (Lega): "Maggioranza nel caos, città senza guida"

La salute di un'amministrazione comunale, a volte, si misura più dalle sedie vuote che dai discorsi al megafono. E l'aula consiliare di Alghero, in questi giorni, sembra restituire l'immagine di una maggioranza col fiato corto, costretta ad aggrapparsi al pallottoliere e ai cavilli dei regolamenti pur di restare in piedi.

A scattare questa fotografia spietata è Michele Pais, consigliere comunale della Lega, che denuncia una paralisi politico-amministrativa in piena regola. Il termometro di questa crisi ha un nome tecnico ben preciso: "seconda convocazione". Per i non addetti ai lavori, significa questo: quando un'amministrazione non ha i numeri per governare in prima battuta (perché i suoi litigano, si assentano per motivi personali o fanno mancare il numero legale), si passa alla seconda chiamata, dove l'asticella si abbassa drasticamente.

«Siamo di fronte a una pratica che solitamente appartiene ai momenti di fine consigliatura, quando le tensioni interne esplodono e la maggioranza non riesce più a reggere – afferma Pais –. La scelta di convocare sistematicamente il Consiglio comunale in seconda convocazione, valida anche con la presenza di appena nove consiglieri, è il segnale evidente di una crisi ormai conclamata. Ciò significa che una deliberazione può essere approvata con solo cinque voti. Un vero e proprio abominio democratico».

Un ingorgo da 90 pratiche Il cortocircuito ha raggiunto il suo apice durante l'ultima seduta. Un raduno fantasma, naufragato prima ancora di cominciare, sotto i colpi della burocrazia. «Non solo è andata deserta – sottolinea l'esponente leghista – ma è stata addirittura annullata dal Presidente per vizi di convocazione rilevati dall’opposizione. Un fatto gravissimo che certifica il totale disordine amministrativo in cui versa la massima assise cittadina».

Mentre la politica si avvita sui vizi di forma, sulla scrivania del municipio si accumula la polvere e, con essa, le urgenze della città. Il tabellone segna una cifra mostruosa: «Un Consiglio comunale con circa 90 punti all’ordine del giorno è la dimostrazione dell’incapacità di affrontare qualsiasi tema che riguardi la città. Si svilisce così il ruolo del Consiglio, ridotto a una mera pratica amministrativa, più simile all’attività di un commissario che a quella di una maggioranza scelta dai cittadini».

Diavolo e acquasanta: le radici della crisi Ma qual è la genesi di questa immobilità? Per la Lega, il peccato originale è puramente politico. Si tratta del classico "minestrone" elettorale: aver unito anime politicamente agli antipodi pur di vincere le elezioni, scoprendosi poi incapaci di governare insieme. «Questa maggioranza tiene insieme posizioni troppo distanti tra loro – attacca Pais –. I principi portati avanti da partiti rappresentati a livello nazionale da Nicola Fratoianni o, peggio ancora, da Ilaria Salis, vicini ai centri sociali dell’estrema sinistra, sono incompatibili con esponenti che si richiamano all’area moderata e cattolica. Contraddizioni che inevitabilmente stanno emergendo in tutta la loro evidenza».

Il conto finale di questa convivenza forzata, secondo Pais, lo paga Alghero. E l'invito al centrosinistra è quello di gettare la maschera: «Siamo di fronte a una macchina amministrativa ingessata, che procede per inerzia, senza una vera squadra, senza una visione comune e senza valori condivisi. Sarebbe un gesto di dignità e responsabilità prendere atto di questa situazione, senza continuare a fingere unità e serenità. I cittadini non solo se ne accorgono, ma ne stanno pagando il prezzo ogni giorno».


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