Smartphone nascosto nel carcere di Mamone: sorveglianza scopre detenuto spacciatore

Nella mattina di ieri, nel carcere di Mamone (Nuoro), il personale di Polizia Penitenziaria in servizio, coordinato dall’Ispettrice nel turno di ‘Sorveglianza Generale’, ha rinvenuto uno smartphone in un armadietto in uso ad un detenuto che sta scontando un residuo di pena per violazione della legge sulle armi e per produzione e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Il Comandante di Reparto è giunto subito dopo per gli adempimenti successivi”. Lo comunica il Coordinatore regionale Giacomo Mascia della FP CGIL Polizia Penitenziaria della Sardegna: “La casa di Reclusione di Mamone, è in pratica un’azienda agricola che ospita soggetti con fine pena non superiore a sei anni e si estende su un territorio di circa 2.700 ettari dove si alleva perlopiù bestiame e lavorazioni casearie, offrendo alle persone recluse migliori opportunità lavorative per un loro reinserimento nella società una volta scontata la pena”. Mirko Manna, Nazionale FP CGIL Polizia Penitenziaria: “Nonostante la carenza di personale la Polizia Penitenziaria di Mamone effettua quotidianamente i dovuti controlli per garantire la sicurezza anche in realtà estese come la colonia agricola sarda. Uno smartphone in uso ad un detenuto condannato per spaccio di stupefacenti, presume un utilizzo che va al di là del mantenimento degli affetti familiari come qualcuno si ostina ad affermare”.

Cronaca

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