L'associazione A.L.I.Ce. e i medici della Stroke Unit chiamano a raccolta i cittadini. L'obiettivo: insegnare a riconoscere i sintomi in tempo e sostenere le famiglie dei pazienti.
di Pasqualino Trubia
Il tempo è cervello. Quando si parla di ictus, riconoscere i segnali con pochi minuti di anticipo fa la differenza tra la vita, la morte o l'invalidità permanente. Per colmare le lacune informative e costruire una rete di salvataggio sociale, l'Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari apre le porte alla cittadinanza.
Lunedì 30 marzo, alle ore 16.00, la sala conferenze al settimo piano dell'Ospedale Santissima Annunziata ospiterà un incontro pubblico interamente dedicato alla prevenzione e alla gestione dell'ictus cerebrale.
L'alleanza tra volontari e medici
Il motore dell'iniziativa è A.L.I.Ce. Sassari ODV (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), una realtà del Terzo Settore che mette allo stesso tavolo ex pazienti, familiari, volontari e operatori sanitari. Lo scopo è duplice: fare prevenzione primaria tra i cittadini sani e fornire una bussola a chi si ritrova, da un giorno all'altro, a dover gestire un familiare colpito dalla patologia. I comunicati medici parlano spesso di Stroke Unit. Che cos'è? In inglese "stroke" significa ictus. Una Stroke Unit (o Unità Ictus) è un reparto ospedaliero di altissima specializzazione, dotato di monitoraggi continui e personale dedicato 24 ore su 24 (neurologi, infermieri, fisioterapisti), progettato esclusivamente per accogliere e curare i pazienti nei primissimi giorni dopo l'attacco cerebrale. Essere ricoverati in una Stroke Unit, invece che in un reparto generico, riduce drasticamente il rischio di mortalità e di disabilità grave.
La voce dell'ospedale
Il braccio clinico di questa operazione di sensibilizzazione è proprio la Stroke Unit dell'Aou di Sassari, la trincea medica dove arrivano i casi in fase acuta. La direttrice del reparto, Alessandra Sanna, definisce il perimetro e l'utilità pratica di questa collaborazione:
«A.L.I.Ce. Sassari rappresenta uno strumento importante per rafforzare il legame tra ospedale e territorio e per promuovere una maggiore consapevolezza sui fattori di rischio e sull’importanza di riconoscere tempestivamente i sintomi».
Il programma dei lavori
L'incontro di lunedì affronterà il problema a trecentosessanta gradi. Ad aprire il pomeriggio saranno Maria Teresa Deledda e Antonella Sanna (direttivo A.L.I.Ce.), seguite da Aldo Meloni, che spiegherà il ruolo vitale dell'associazione nello sviluppo dei reparti specializzati.
La dottoressa Alessandra Sanna traccerà le linee guida della prevenzione clinica, prima di passare il microfono a chi si occupa del faticoso percorso di rinascita fisica e vocale post-ictus: la fisioterapista Pinuccia Sanna e la logopedista Ivana Corongiu illustreranno le tecniche di recupero motorio e del linguaggio. A chiudere il cerchio sarà l'assistente sociale Gabriella Sanna, che spiegherà come attivare la rete dei servizi territoriali per non lasciare sole le famiglie una volta varcata la porta d'uscita dell'ospedale.