Scatta il cordone marittimo sul golfo di Cagliari per la Coppa America: mare diviso a zone e divieti ferrei per i diportisti

La Guardia Costiera vara l'ordinanza per le regate preliminari in programma dal 19 al 24 maggio. Navigazione a motore al minimo dei giri, stop assoluto a canoe e tavole a remi e un piano per non bloccare le rotte commerciali del porto.

Il golfo di Cagliari si trasforma in uno scacchiere sorvegliato a vista per ospitare l'evento velico internazionale propedeutico alla trentottesima Coppa America. Il contrammiraglio Giovanni Stella, alto ufficiale al comando della Capitaneria di porto locale, ha firmato il provvedimento che disciplina in modo ferreo il traffico marittimo dal 19 al 24 maggio, dalle dodici e mezza del mattino fino alle sei del pomeriggio. Il teatro principale delle sfide in acqua, individuato di fronte al tratto di costa tra Capo Sant’Elia e il Lazzaretto, sarà cinturato da un perimetro circolare di due chilometri di raggio definito di massima attenzione. Qualora le condizioni meteorologiche dovessero rivelarsi avverse, il comitato organizzatore della società Ace Italy si riserva di spostare le imbarcazioni in un quadrante di riserva situato davanti al litorale di Giorgino.

All'interno di questo grande cerchio di massima allerta viene ritagliato il campo di gara vero e proprio, un rettangolo delimitato da boe telecomandate il cui orientamento muterà a seconda di come soffierà il vento. L'accesso a questo perimetro interno è severamente interdetto al pubblico: potranno incrociarvi esclusivamente i catamarani in gara, i mezzi di supporto dell'organizzazione e le vedette impiegate per il soccorso e l'ordine pubblico. Il coordinamento della sicurezza spetta al centro secondario di soccorso marittimo, indicato dalla sigla tecnica MRSC, che muoverà sull'acqua otto motovedette della Guardia Costiera e tre mezzi dei Vigili del Fuoco con personale medico a bordo, affiancati dalle imbarcazioni di Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Carabinieri per mantenere l'ordine.

Per i cittadini e gli appassionati che decideranno di assistere alle prove dalla propria barca, la Capitaneria ha disegnato tre spicchi d'acqua all'esterno del rettangolo di gara, contrassegnati da colori precisi. La zona azzurra è appannaggio esclusivo degli scafi accreditati ufficialmente dagli organizzatori, mentre i diportisti comuni sprovvisti di lasciapassare dovranno confinare le proprie barche nel settore giallo. Esiste infine una terza fascia di rispetto, di colore nero, schiacciata tra il campo di regata e il confine settentrionale del cerchio di massima attenzione: qui vige il divieto assoluto di passaggio e di sosta per chiunque. All'interno dell'intero scacchiere circolare, chi si muove dovrà farlo procedendo rigorosamente a motore e alla minima velocità necessaria per non perdere il controllo del timone.

L'ordinanza della Capitaneria impone divieti inflessibili per azzerare i rischi di collisione. Alle barche ammesse a bordo campo è vietato gettare l'ancora o navigare spinti dalle vele. Nessuno potrà inoltre ormeggiarsi a pacchetto, ovvero legare il proprio scafo fianco a fianco a quello di un altro spettatore formando piattaforme galleggianti che impedirebbero manovre rapide in caso di emergenza. La scure dei divieti si abbatte in modo radicale sulle piccole imbarcazioni prive di motore: per tutte le sei giornate di prove è vietato varcare i confini dell'area a bordo di canoe, kayak, barche a remi e tavole da surf su cui si rema stando in piedi, conosciute comunemente con l'acronimo inglese Sup.

La macchina organizzativa e gli spettatori dovranno obbedire a regole rigorose anche per quanto riguarda l'impatto sulla normale vita commerciale dello scalo marittimo sardo. Al momento di lasciare le banchine e al rientro in porto, le imbarcazioni di supporto dovranno chiedere l'autorizzazione attraverso il sistema radio di bordo alla Sala Operativa della Guardia Costiera, mantenendo un'andatura massima di sei nodi all'interno del bacino portuale. L'obbligo più stringente scatta tuttavia allo scadere del tempo di gara: entro le ore diciotto di ogni giornata, mezzi di servizio e imbarcazioni civili dovranno sgomberare lo specchio d'acqua per non intralciare lo schema di separazione del traffico navale, ovvero le corsie invisibili in cui incrociano quotidianamente i traghetti passeggeri e le navi cargo dirette a Cagliari.

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