L'ex sindaco ottiene il premio Fidelitat a l'Alguer. L'amministrazione Cacciotto ratifica la decisione in virtù di un impegno politico e culturale durato decenni, dall'istituzione del bilinguismo stradale fino all'approvazione della legge statale sulle minoranze linguistiche.
Lunedì 11 maggio la giunta comunale di Alghero, l'organo esecutivo della città guidato dal sindaco Raimondo Cacciotto, ha approvato la delibera numero 112 per assegnare a Carlo Sechi il premio "Fidelitat a l'Alguer". Le motivazioni formali dell'atto amministrativo indicano che “La figura di Carlo Sechi, per le sue numerose attività svolte in favore della tutela, promozione e valorizzazione della lingua catalana di Alghero nell’ambito del suo prolifico e proficuo lavoro di studioso, attivista, amministratore, per il suo impegno e profonda dedizione alla divulgazione cultura e delle tradizioni, rientra a pieno titolo per i meriti attesi al conferimento del riconoscimento”.
A commento del provvedimento, il primo cittadino ha diramato una dichiarazione ufficiale: “Siamo grati a Carlo Sechi per il suo inesauribile impegno a favore della nostra cultura, della nostra lingua e della nostra identità – spiega il Sindaco Raimondo Cacciotto – e crediamo di interpretare il sentimento degli algheresi nel riconoscere con un gesto concreto quanto ha fatto e quanto sta tutt’ora facendo per la salvaguardia del nostro patrimonio identitario”. L'onorificenza in questione è stata istituita dal municipio nel 1995 per premiare chi si distingue nella conservazione della lingua e delle tradizioni locali. Prima di Sechi, il titolo è stato conferito al professor Giuseppe Sanna nell'anno della sua fondazione, a don Antonio Nughes nel 2016, a Pasqual Scanu nel 2021, a Ciro Fadda nel 2022 e a Fedele Carboni nel 2025.
Il curriculum del premiato intreccia l'insegnamento scolastico e i trascorsi sportivi nella pallanuoto con una lunga carriera amministrativa. Negli anni Settanta ha fondato il movimento politico Sardenya i Llibertat. Con questa sigla ha ricoperto l'incarico di assessore alla cultura e allo sport tra il 1984 e il 1987, per poi assumere la carica di vertice come sindaco dal 1994 al 1998. Durante il suo mandato, ha promosso l'uso istituzionale dell'idioma locale istituendo la segnaletica stradale bilingue, avviando emittenti radiofoniche pubbliche e stipulando accordi di collaborazione con diverse università. In quegli anni ha inoltre fondato la casa editrice Edicions Municipi de l’Alguer. A livello nazionale, le sue pressioni sulle istituzioni centrali hanno contribuito all'approvazione nel 1999 della legge numero 482, la norma statale che inserisce il catalano tra le dodici minoranze linguistiche ufficialmente tutelate dalla Repubblica Italiana.
Sul fronte dell'attivismo civile, Sechi ha fondato l'Obra Cultural de l’Alguer nel 1985, un'organizzazione culturale che ha diretto per anni e con cui nel 1988 ha inaugurato la Biblioteca Catalana de l'Alguer, struttura pensata per garantire ai cittadini l'accesso ai testi in lingua. È stato inoltre tra i promotori e direttori della rivista L'Alguer. La sua attività è già stata oggetto di riconoscimenti oltre i confini italiani: nel 1996 il governo regionale della Catalogna, la Generalitat de Catalunya, gli ha conferito la Creu de Sant Jordi, mentre in tempi recenti ha ricevuto il premio intitolato a Martí Gasull i Roig.