Obesità e diabete, i "killer" silenziosi: a Cagliari la strategia per disinnescarli. Focus sul rischio genetico dimenticato

Martedì 20 convegno in viale Regina Margherita. I numeri dell'emergenza: 6 milioni di obesi in Italia. Esperti a confronto su Lipoproteina(a) e nuove terapie: "Non è estetica, è una malattia cronica".

CAGLIARI – I numeri sono quelli di un'epidemia silenziosa, che non fa rumore sui telegiornali ma riempie le corsie degli ospedali. In Italia ci sono 6 milioni di persone obese, 23 milioni in sovrappeso e 4 milioni che convivono con il diabete di tipo 2. Una bomba a orologeria per la salute pubblica che richiede non più semplici cure tampone, ma una strategia d'attacco coordinata.

Di questo si discuterà martedì 20 gennaio 2026, a partire dalle 10:30, nella Sala Meeting dell'ACP Collection in viale Regina Margherita 6. Il convegno, dal titolo “Verso una strategia cardiometabolica per proteggere il futuro – Obesità, diabete e lipoproteina(a)”, organizzato con il contributo di Eli Lilly, punta a mettere attorno allo stesso tavolo politica, medici e pazienti per disegnare la nuova sanità metabolica della Sardegna.

La fine dello stigma: l'obesità è una malattia Il punto di partenza è culturale. Per decenni l'obesità è stata degradata a problema estetico o, peggio, a colpa morale legata alla mancanza di volontà. La Legge 3 ottobre 2025, n. 149 ha finalmente spazzato via questo pregiudizio, riconoscendola come malattia cronica complessa. L'obiettivo del convegno è tradurre questa legge in azioni regionali: percorsi diagnostici omogenei, reti territoriali e accesso rapido alle cure, per evitare che a pagare il prezzo più alto siano, come sempre, le fasce più deboli o chi vive nelle periferie.

Il nemico sconosciuto: la Lipoproteina(a) Se obesità e diabete sono nemici noti, a Cagliari si accenderanno i riflettori anche su un "killer" che agisce spesso nell'ombra: la Lipoproteina(a) o Lp(a). Si tratta di un fattore di rischio genetico, slegato dagli stili di vita, che colpisce una persona su cinque. Chi ha livelli alti di Lp(a) vede raddoppiare il rischio di infarto, ictus e stenosi aortica, eppure in Italia mancano programmi di screening gratuiti. La comunità scientifica europea raccomanda di misurarla almeno una volta nella vita: farlo potrebbe salvare migliaia di cuori.

I protagonisti del confronto A guidare i lavori sarà il giornalista scientifico Federico Mereta, che modererà una tavola rotonda di alto profilo tecnico e istituzionale. Interverranno Lorenzo Cozzolino (Consigliere regionale, Commissione Salute), Roberta Montisci (Presidente dei cardiologi sardi SIC), Tatiana Lai (Segretaria nazionale SIMDO), Giovanni Fantola (Chirurgia Metabolica del Brotzu), Riccardo Trentin (Rete Sarda Diabete) e Maria Pia Orrù (Federfarma).

L'ambizione è alta: passare dalle parole ai fatti. Si parlerà di inserimento delle nuove terapie anti-obesità nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), di screening precoci e di un approccio che tratti il paziente non come una somma di sintomi, ma come una persona da proteggere dai rischi cardiovascolari. Perché curare il metabolismo oggi significa salvare il cuore di domani.

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