L'osservatorio di Guerrini: Il gioco delle poltrone

Il gioco delle poltrone. Irrompe nuovamente sulla scena politica sarda. A inizio dell'anno prossimo ci saranno le elezioni per il nuovo Parlamento italiano. E il quadro regionale, archiviato il Referendum sulla Giustizia, è condizionato dalle candidature. Il discorso riguarda soprattutto i partiti di maggior peso elettorale, come il Pd. Infatti nell'area dei democratici emergono le prime ambizioni con voci di candidature che creano tensioni negli uscenti. È il caso del Presidente del Consiglio Regionale, Piero Comandini, e dello stesso Giuseppe Meloni, vice presidente dell'esecutivo guidato dalla pentastellata Alessandra Todde. Cacicchi e capibastone sono già al lavoro. Le fibrillazioni sono altissime. Con ripercussioni sulla fase politica regionale. Senza dimenticare che il segretario del Pd, Silvio Lai, è un deputato. Nei corridoi del potere del Partito più importante del Campo Largo è già battaglia apertissima. E, come sempre, a determinare i posti "sicuri" in Parlamento saranno proprio le "correnti". I temi regionali passano per questo in secondo piano e diventano strumento nella lotta per le candidature. Lo stesso discorso riguarda i 5Stelle. L'assessore al Lavoro Desirée Manca è in pista per una poltrona romana. Il suo serbatoio di voti fa paura ai concorrenti per un seggio. Tenendo presente che Giorgia Meloni, clamorosamente battuta nel Referendum, starebbe addirittura pensando di anticipare le elezioni. Nel frattempo la Sardegna e i sardi possono attendere. Prima le poltrone. Mario Guerrini.

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