Il coordinatore di Sardegna al Centro 20 Venti, Manuel Alivesi, accusa l'esecutivo Todde di aver affossato investimenti strutturali per milioni di passeggeri e centinaia di assunzioni. Sotto accusa il mancato taglio delle tasse aeroportuali.
Il veto imposto dalla giunta regionale ai piani di espansione di Ryanair infiamma lo scontro politico nel nord dell'Isola. L'esecutivo guidato da Alessandra Todde ha respinto la proposta di potenziamento delle tratte aeree presentata dal vettore irlandese, incassando la formale condanna di Manuel Alivesi. Il coordinatore metropolitano di Sardegna al Centro 20 Venti, la dirigenza locale del movimento politico insediato nel territorio sassarese, si schiera apertamente a favore del piano industriale della compagnia, accusando i vertici regionali di aver deliberatamente sabotato un'operazione vitale per la crescita economica e per l'occupazione.
L'offerta rispedita al mittente prevedeva un massiccio impiego di mezzi e capitali sulle piste sarde. Stando alle cifre citate dall'opposizione, la manovra della compagnia aerea avrebbe garantito lo schieramento di nuovi velivoli, l'apertura di rotte internazionali inedite e l'arrivo di milioni di passeggeri aggiuntivi, portando in dote centinaia di nuovi contratti di lavoro. L'esponente centrista difende il blocco degli investimenti nella sua dichiarazione ufficiale: “La decisione della Regione Sardegna è miope e profondamente dannosa per il Nord Sardegna e per l’intera Isola. Ryanair ha messo sul tavolo investimenti concreti, nuovi aeromobili, milioni di passeggeri aggiuntivi, nuove rotte internazionali e centinaia di posti di lavoro. Dire no a questa opportunità significa isolare ulteriormente la Sardegna e frenare lo sviluppo turistico ed economico”.
Il nodo della discordia si lega strettamente al mantenimento dell'addizionale municipale, la gabella fiscale imposta dallo Stato su ogni biglietto staccato ai passeggeri in partenza dagli scali. La nota diramata da Alivesi rimarca come le altre giunte regionali italiane che hanno provveduto ad abolire questo tributo abbiano incassato una crescita immediata e straordinaria del traffico aereo, spingendo al rialzo sia il settore turistico che il mercato del lavoro. La mancata adesione sarda a questa linea, unita al rigetto del piano industriale, starebbe condannando il territorio a una progressiva perdita di competitività internazionale. Il documento si chiude imputando il collasso delle trattative a un preciso calcolo di palazzo: “Occorre abbandonare approcci ideologici e puntare su politiche concrete che favoriscano mobilità, turismo e lavoro. La proposta di Ryanair rappresentava una straordinaria occasione per Sassari, il Nord-Ovest e tutta la Sardegna. La Giunta Todde si assuma la responsabilità politica di aver respinto una possibilità reale di crescita”.