Il veto sui voli Ryanair allarma l'opposizione algherese: Bamonti accusa la giunta Todde di isolare l'Isola

Il consigliere di Noi Riformiamo Alghero contesta il rifiuto del piano di espansione della compagnia aerea. A rischio due milioni di passeggeri e lo sviluppo dello scalo del Nord Sardegna. Appello alla presidente per la riapertura delle trattative.

Il muro eretto dalla Regione Sardegna contro il piano industriale di Ryanair innesca la reazione politica nelle istituzioni locali. A contestare la rottura delle trattative è Alberto Bamonti, consigliere comunale eletto ad Alghero nelle file del gruppo Noi Riformiamo Alghero. L'esponente cittadino formalizza attraverso una nota pubblica la profonda preoccupazione per la scelta dell'esecutivo regionale di respingere il pacchetto di espansione proposto dal vettore, un'offerta che, stando alle cifre messe sul tavolo, avrebbe garantito oltre due milioni di passeggeri aggiuntivi, l'inaugurazione di nuove rotte internazionali e la creazione di centinaia di posti di lavoro.

La mancata intesa colpisce direttamente l'operatività del quadrante settentrionale. Bamonti definisce incomprensibile la rinuncia al progetto, evidenziando i limiti cronici che strangolano i collegamenti aerei isolani durante la bassa stagione. L'offerta della compagnia includeva la potenziale istituzione di una nuova base operativa, un insediamento logistico permanente per aerei ed equipaggi in grado di imprimere una svolta al sistema aeroportuale sardo e all'indotto cittadino. La critica si estende alla gestione del prelievo fiscale: il consigliere rimarca come le altre regioni italiane che hanno scelto di alleggerire o cancellare l'addizionale municipale, il tributo statale riscosso su ogni singolo biglietto d'imbarco per rimpinguare le casse previdenziali e comunali, stiano incassando una crescita progressiva del traffico e dei collegamenti. A tal proposito, la nota specifica che la Sardegna non può permettersi l'immobilità mentre gli altri territori investono sull'attrattività internazionale.

La disamina del consigliere riconosce il dovere della pubblica amministrazione di operare con trasparenza ed equilibrio nella gestione del trasporto aereo, ma respinge la chiusura totale adottata dai vertici regionali, auspicando un confronto pragmatico con gli operatori del settore. L'intervento politico si chiude con una richiesta formale di dialogo, indirizzata direttamente al vertice della Giunta per scongiurare l'esclusione dell'Isola dai principali flussi continentali. La formula esatta dell'appello fissa la richiesta definitiva della minoranza algherese: "Mi appello alla Presidente Todde di rivedere la propria posizione e di aprire con urgenza un tavolo istituzionale finalizzato a salvaguardare il futuro degli aeroporti sardi, la competitività del comparto turistico e il diritto alla mobilità dei cittadini".

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