Panico da social: Facebook sviene e l'Italia va in tilt. Ma la cura è tenere le mani in tasca

Da martedì sera i server di Meta fanno i capricci. Account bloccati dal computer, si salva solo il cellulare. La regola d'oro: non cambiate la password. Il problema è oltreoceano, basta aspettare.

Dalla sera del 3 marzo, mezza Europa è piombata nel buio digitale. Facebook e Instagram, le due piazze virtuali di proprietà della multinazionale Meta, hanno smesso di funzionare. O meglio, hanno iniziato a balbettare. Chi prova a entrare dal computer di casa si ritrova davanti una porta sbarrata: "Account non disponibile". Le pagine non caricano, le funzioni restano paralizzate. Un infarto strutturale dei server che ha fatto scattare la solita, prevedibile, isteria di massa.

Il vizio di smanettare Davanti allo schermo bloccato, l'utente medio entra in crisi di astinenza e fa l'unica cosa che non dovrebbe fare: smanettare. Clicca a raffica, spegne il modem, riavvia il computer. Ma l'errore più tragico, quello che i tecnici sconsigliano categoricamente, è tentare di cambiare la password. Non fatelo. Il sistema centrale è in tilt. Se gli chiedete di cambiare la serratura mentre il palazzo sta crollando, il meccanismo si inceppa. Il risultato? Vi bloccate fuori con le vostre stesse mani, e quando il servizio tornerà normale, voi resterete chiusi fuori per motivi di sicurezza.

Il rifugio del telefonino La cura per questo blackout è la più antica e la più difficile da applicare: non fare assolutamente nulla. La colpa non è del vostro computer, né della vostra linea internet. Il guasto è nei cervelloni elettronici oltreoceano. L'unica scappatoia, per i malati cronici di social network, è usare lo smartphone. Per qualche mistero tecnico, le applicazioni sui cellulari reggono l'urto molto meglio dei computer fissi e continuano a funzionare, magari a singhiozzo, ma funzionano.

La pazienza dei naufraghi Quando Meta avrà finito di riattaccare i fili, la situazione tornerà alla normalità. Se il vostro computer dovesse restare ancora impallato dopo il ripristino, basterà dare una ripulita alla memoria temporanea del programma di navigazione (la famosa cache) o aprire una pagina in incognito. Bazzecole.

Il vero problema è la nostra reazione. Un blackout di dodici ore ci trasforma in naufraghi disperati. Ci sentiamo tagliati fuori dal mondo perché non possiamo scorrere fotografie di sconosciuti o aggiornare la bacheca. Eppure, basterebbe incrociare le braccia, spegnere il monitor e aspettare. Magari guardando fuori dalla finestra. Il mondo vero, quello senza password, funziona benissimo anche stamattina.

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