Sofia Loren riceve la prima chiave di Cinecittà: un omaggio alla sua carriera leggendaria

  Un riconoscimento speciale per Sofia Loren, un’icona del cinema italiano e mondiale. In occasione dei suoi 90 anni, le è stata consegnata la "prima chiave di Cinecittà", un simbolo dedicato all’attrice romana che ha segnato indelebilmente la storia del cinema. La cerimonia, organizzata dal Ministero della Cultura, si è svolta in forma privata al The Space Cinema Moderno, nel cuore della capitale. Tra i presenti, oltre ai figli Edoardo e Carlo Ponti, si sono uniti per celebrare l’evento personalità di spicco del mondo dello spettacolo come Aurelio De Laurentiis, Christian De Sica, Al Bano, Nancy Brilli e molti altri che hanno voluto rendere omaggio a una delle attrici più amate di sempre. 

  "È una grande gioia essere qui con voi a ricevere questo riconoscimento. Ringrazio il Sottosegretario Lucia Borgonzoni e il Presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia per aver voluto festeggiare il mio compleanno con la consegna di questo prezioso oggetto", ha dichiarato Sofia Loren, visibilmente emozionata, durante la cerimonia. L’attrice, la cui carriera ha attraversato più di sette decenni, ha interpretato ruoli che sono diventati iconici, lavorando con i più grandi registi e attori del panorama cinematografico. Dai capolavori neorealisti come "La ciociara", che le valse un Oscar, alle commedie che hanno reso indimenticabile il suo sodalizio con Marcello Mastroianni, Sofia Loren è una figura che ha saputo rappresentare l’eleganza e la forza del cinema italiano nel mondo. Con la consegna della chiave di Cinecittà, Loren entra ancora una volta nella leggenda, confermando il suo ruolo di simbolo indiscusso della settima arte.

Attualità

L'osservatorio di Guerrini: Cagliari, la mia città...
Cagliari, la mia città. Sta subendo da anni uno stravolgimento urbanistico che, a questo punto, definisco doloroso. Oltreché doloso. Lo dico con profonda amarezza. Si sta deformando la struttura identitaria del capoluogo di Regione con logiche aberranti, senza una visione globale del contesto urbano. Si sta trasformando il contenuto sociale non par...

L'osservatorio di Guerrini: Il business dello stadio del Cagliari
Il business dello stadio del Cagliari. È il caso del giorno. C'è un presidente (Giulini) che sta per passare la mano e la proprietà del Club ad un fondo di investimento americano. Dopo aver parlato recentemente di identità sarda come vessillo della Società. Scordandosi che la sua industria di Macchiareddu è stata protagonista di quello che è stato...

L'osservatorio di Guerrini: Cosa ha insegnato la vittoria del No al Referendum
Cosa ha insegnato la vittoria del No al Referendum. Intanto che il potere politico, di qualunque tendenza ideologica esso sia, non può tirare troppo la corda, perché alla fine il giocattolo gli si rompe tra le mani. E poi che l'umore e la sollevazione del popolo non sono controllabili con l'uso sfrenato del potere. La destra è andata al Governo ...

L'osservatorio di Guerrini: Il terremoto del No
Il terremoto del No, che ha cancellato la riforma della Giustizia. Le scosse non sono ancora finite. La resa dei conti colpisce anche Gasparri, capogruppo al Senato per Forza Italia. Sono annunciate le sue (richieste) dimissioni. Al suo posto verrà con molta probabilità nominata Stefania Craxi. È un'altra testa che cade. Dopo quelle di Andrea Delma...

L'osservatorio di Guerrini: Il gioco delle poltrone
Il gioco delle poltrone. Irrompe nuovamente sulla scena politica sarda. A inizio dell'anno prossimo ci saranno le elezioni per il nuovo Parlamento italiano. E il quadro regionale, archiviato il Referendum sulla Giustizia, è condizionato dalle candidature. Il discorso riguarda soprattutto i partiti di maggior peso elettorale, come il Pd. Infatti nel...

L'osservatorio di Guerrini: La chiamano "generazione Z"
La chiamano "generazione Z". Sono i giovanissimi. Venuti al mondo dopo il 1997. Sono nati con il cellulare nella culla. Vivono, mangiano, dormono con l'Iphone. Li considerano svogliati, assenti, dominati dalla tecnologia. Hanno tutto perché la famiglia gli dà tutto. Dicono che sono senza stimoli e senza voglia di lottare. Questo è il giudizio final...