Il Centro Studi Agricoli chiama a raccolta agricoltori e allevatori sardi per inondare di lettere di protesta l'assessore Francesco Agus. Nel mirino i ritardi cronici di Argea.
di Pasqualino Trubia
La pazienza nelle campagne sarde è finita. Con l'aumento dei costi di produzione che morde i bilanci e la liquidità ridotta al lumicino, le aziende agricole e zootecniche dell'Isola lanciano un ultimatum alla Regione Autonoma della Sardegna. Il motivo della discordia è un classico della burocrazia isolana: i ritardi nei pagamenti dei contributi europei.
A suonare la carica è il Centro Studi Agricoli, che ha diramato un appello urgente a tutti gli operatori del settore per avviare una vera e propria mobilitazione epistolare contro l'Assessore regionale dell'Agricoltura, Francesco Agus.
La lettera di protesta e le casse vuote
La strategia è chiara: inondare la scrivania dell'Assessore con lettere formali di protesta firmate dai diretti interessati, chiedendo lo sblocco immediato dei fondi incagliati. I soldi sono fermi nelle casse di Argea Sardegna, l'agenzia che dovrebbe materialmente erogare i pagamenti.
Il Centro Studi Agricoli non usa mezzi termini per descrivere la situazione di un comparto ormai allo stremo, ricordando alla politica che i fondi spettanti non sono regali o concessioni benevole, ma risorse dovute per garantire la continuità produttiva, l'occupazione e il presidio stesso del territorio rurale. Spesso sentiamo parlare di PAC e di ARGEA, ma di cosa si tratta esattamente? PAC (Politica Agricola Comune): Sono i fondi che l'Unione Europea destina all'agricoltura. Non servono per arricchire i contadini, ma per abbattere i costi di produzione: senza questi contributi, produrre latte, grano o carne costerebbe così tanto che un litro di latte al supermercato avrebbe prezzi inaccessibili per i cittadini. ARGEA: È l'Agenzia regionale che fa da "cassaforte" e "sportello". Riceve i soldi dall'Europa e dallo Stato e ha il compito di controllare le carte e fare i bonifici agli agricoltori sardi. Quando i computer o la burocrazia di Argea si inceppano, le aziende agricole rimangono senza liquidità per pagare mangimi, gasolio e stipendi.
L'ultimatum di Pasqua
La mobilitazione formale è solo il primo passo. Se la Regione non darà risposte certe e non provvederà a liquidare i saldi della PAC prima delle festività di Pasqua, la protesta passerà dalle lettere alle piazze.
L'Associazione è già pronta a organizzare una manifestazione direttamente sotto la sede dell'Assessorato regionale dell'Agricoltura, non escludendo presidi a oltranza.
La chiusura del comunicato del Centro Studi Agricoli è una sentenza inappellabile rivolta al Palazzo:
«La Regione deve assumersi la piena responsabilità di questi ritardi. Gli agricoltori non possono più attendere. Servono atti immediati, non promesse».
Ora la palla, e soprattutto i cordoni della borsa, passano all'Assessore Agus.