Ambiente e parole, l'alleanza all'Università di Cagliari: biologi e comunicatori insieme per spiegare la natura

Parte dall'Orto Botanico il progetto "Sardegna2030". Regione e Ateneo uniscono gli studenti per creare un nuovo vocabolario ecologico. A giugno la prova sul campo alla Pineta Candiani.

di Pasqualino Trubia

Studiare la natura con il rigore della scienza, ma imparare a raccontarla con parole che chiunque possa comprendere. È questo il patto alla base di "Sardegna2030: conoscere e comunicare la sostenibilità", il nuovo percorso formativo nato dall'intesa tra l'assessorato regionale all'Ambiente e l'Università degli Studi di Cagliari.

Il progetto ha preso ufficialmente il via negli spazi dell'Orto Botanico cittadino, mettendo nella stessa stanza due mondi accademici apparentemente distanti: le studentesse e gli studenti dei corsi di laurea in Scienze Naturali (chi studia i fenomeni) e in Scienze della Comunicazione (chi studia i linguaggi).

L'obiettivo e il lavoro sul campo L'iniziativa, supportata dal Ministero dell'Ambiente, non prevede lezioni frontali calate dall'alto, ma un lavoro di incastro. I futuri scienziati dovranno fornire i dati crudi e corretti; i futuri comunicatori dovranno tradurli in messaggi incisivi per il grande pubblico. Il calendario prevede seminari tematici e laboratori interdisciplinari, che culmineranno a giugno con una summer school operativa all'aperto, tra i pini e le dune della Pineta Candiani, nel Sud Sardegna. Al termine del percorso, i ragazzi dovranno consegnare un prodotto tangibile: un "vocabolario minimo" sulla biodiversità e un archivio di immagini e video capaci di spiegare la crisi climatica attraverso nuove metafore visive.

Nei documenti ufficiali del progetto si legge che i ragazzi dovranno far capire ai cittadini l'importanza dei "servizi ecosistemici" all'interno della "Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile". Cosa significa? Servizi ecosistemici: Sono i benefici, del tutto gratuiti, che la natura ci regala ogni giorno e che diamo per scontati. Un bosco che trattiene l'acqua evitando le frane, le api che impollinano i fiori permettendoci di avere la frutta, un'area umida che filtra gli inquinanti. Spiegare questi servizi significa far capire che distruggere la natura ha un costo economico immediato. Sviluppo Sostenibile: È il principio cardine dell'economia moderna. Significa, molto semplicemente, consumare le risorse (acqua, suolo, energia) a un ritmo tale da permettere alla natura di rigenerarle, senza rubare il futuro alle generazioni che verranno dopo di noi.

Le voci dei protagonisti A delineare i contorni politici e didattici dell'operazione sono le figure di vertice del progetto. L'assessora regionale alla Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, inquadra l'iniziativa nell'ottica della cittadinanza attiva: «Il percorso rappresenta una concreta attuazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile–Sardegna2030. La Sardegna possiede ecosistemi di straordinario valore, e il loro futuro dipende dalla capacità di chi verrà dopo di noi di riconoscerne la ricchezza e la fragilità. Il nostro obiettivo è promuovere nelle nuove generazioni competenze scientifiche, comunicative e di cittadinanza attiva, affinché sappiano riconoscere il valore dei sistemi naturali, della biodiversità e dei servizi ecosistemici. Vogliamo portare studentesse e studenti dell’università a osservare il territorio, a comprenderlo nella sua complessità scientifica, e a trovare linguaggi più efficaci e incisivi».

A tracciare il perimetro accademico sono invece le coordinatrici dell'Ateneo. Per Michela Marignani, docente dell'area scientifica: «Affrontare i temi della sostenibilità in modo consapevole richiede solide basi scientifiche, perché riguarda il rapporto tra attività umane, limiti biofisici del pianeta ed equilibri ecosistemici. In questo senso, le competenze naturalistiche sono fondamentali, così come le competenze comunicative».

Le fa eco Francesca Ervas, per il corso di Scienze della Comunicazione, ribadendo la necessità di superare i compartimenti stagni tra facoltà: «È necessario comunicare l'impatto degli stili di vita umani sull'ambiente e gli effetti che le trasformazioni dell'ambiente possono avere sulla salute. La collaborazione tra corsi di laurea diversi rappresenta un segnale importante della sinergia del nostro Ateneo: lavorare insieme, valorizzando competenze differenti, è una delle condizioni necessarie per affrontare e comunicare correttamente la complessità delle sfide ambientali contemporanee».

L'esame finale, per questi ragazzi, non si terrà in un'aula chiusa, ma nel tribunale dell'opinione pubblica, a cui dovranno presentare il frutto del loro lavoro congiunto.

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