Sul futuro dello scalo algherese si consuma l'ennesimo cortocircuito politico. Il centrodestra attacca il piano regionale sulla società unica. Domenica il colpo di grazia dal Presidente della V Commissione: "Fallimento sotto gli occhi di tutti".
di Pasqualino Trubia
C'è un filo rosso che lega le sorti dell'aeroporto "Riviera del Corallo" alla tenuta politica del Comune di Alghero. E in questi giorni di burrasca, quel filo rischia di spezzarsi. Sul destino dello scalo si è saldato un inedito – ma non troppo sorprendente – asse tra i banchi dell'opposizione di centrodestra e l'ala più insofferente della maggioranza.
La cronologia degli attacchi delle ultime ore restituisce la fotografia di un'amministrazione che, a prescindere dal merito della questione aeroportuale, appare tutt'altro che blindata.
Il fuoco di sbarramento: Pais e Tedde
A lanciare la prima carica contro la gestione regionale degli scali è stato l'ex Presidente del Consiglio regionale Michele Pais (Lega). Il mirino è puntato sulla fusione tra gli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero:
«Sulla fusione degli aeroporti sardi non può esserci alcuna zona d’ombra. La Regione chiarisca immediatamente contenuti, condizioni e garanzie di un’operazione strategica che rischia di penalizzare lo scalo più fragile, quello di Alghero». Pais denuncia disparità evidenti (120 rotte per Olbia contro le 40 di Alghero) e chiede l'uso della golden share per mantenere il controllo pubblico.
A ruota, l'offensiva si è indurita con le parole del consigliere nazionale di Forza Italia, Marco Tedde. L'accusa alla Giunta Todde è pesantissima: aver tradito il programma elettorale firmando un "contratto capestro".
«Il rischio concreto è che la Regione paghi ma non decida», avverte Tedde, denunciando clausole che legherebbero le mani al socio pubblico impedendo la libera cessione delle quote. Una manovra che per l'esponente azzurro prefigura un «evidente danno erariale» e il rischio di sanzioni europee per aiuti di Stato. Nelle accuse di Marco Tedde si fa riferimento al Term Sheet. Di cosa si tratta? Nel gergo della finanza e delle grandi fusioni aziendali, il term sheet è il documento preliminare (spesso riservato) che mette nero su bianco le condizioni base, i diritti di veto e le regole del gioco di un investimento, prima di firmare il contratto finale. L'opposizione accusa la Regione di aver tenuto nascosto questo documento, che conterrebbe regole fortemente sfavorevoli per la parte pubblica a vantaggio dei soci privati.
La domenica di Mulas e il "fuoco amico"
Se l'attacco del centrodestra fa parte del naturale gioco delle parti, a certificare lo scricchiolio del Palazzo è la bordata arrivata domenica 29 marzo. A sganciarla è Christian Mulas, Presidente della V commissione consiliare e, teoricamente, organico alla maggioranza cittadina.
Giustificando la sua sortita con la suprema difesa degli interessi di Alghero, Mulas si conferma la spina nel fianco della coalizione, accodandosi nei fatti all'allarme dell'opposizione. Il suo comunicato punta il dito sul blocco delle prenotazioni invernali di Ryanair:
«Da oltre 24 ore risulta impossibile prenotare collegamenti fondamentali per il territorio verso Milano, Bergamo, Napoli, Pisa e Bologna oltre il mese di ottobre. [...] La progressiva fuga dei vettori e l’assenza di una rete stabile di collegamenti rappresentano la prova evidente del fallimento della società di gestione».
Il passaggio politico più emblematico arriva in chiusura, quando Mulas dichiara apertamente di sostenere le richieste di un altro partito di maggioranza, la lista civica Noi Riformiamo Alghero:
«Condividiamo la preoccupazione del capogruppo della lista civica Noi Riformiamo Alghero, Gianni Martinelli, che chiede la convocazione urgente di un Consiglio comunale dedicato all’aeroporto e alla gestione Sogeaal».
Quando esponenti della maggioranza usano parole come "fallimento" e fa sponda con i capigruppo dell'opposizione per chiedere un Consiglio urgente, la crisi (dei voli, ma forse anche politica) è servita.