Il colle di Sant'Elia tra abusivismo e pericolo di morte: basta imprudenze

  Voglio porre l’attenzione su una situazione inaccettabile che mette a rischio l'incolumità pubblica e il rispetto delle norme di sicurezza. C’è chi si spaccia per archeologo e guida turistica, conducendo ignari visitatori sul colle di Sant'Elia in condizioni di estremo pericolo. Il rischio concreto è quello di assistere a crolli strutturali o di veder precipitare qualcuno da luoghi fragili come il forte di Sant'Ignazio. ?Quella che viene impropriamente definita una "veranda" non è affatto tale: è il tetto del forte, una struttura che potrebbe collassare da un momento all'altro; non solo, si spingono le persone a salire su garitte militari che, in realtà, sono antichi tholos nuragici millenari che rischiano di cedere sotto il peso dei passi.

  Basta osservare il modo furtivo con cui questo individuo si introduce nelle aree per capire che non possiede alcuna autorizzazione per salire sul colle, né tanto meno per accompagnare gruppi. ?A confermare l'assoluta mancanza di professionalità sono i video pubblicati sui social: immagini che ritraggono incursioni in zone militari recintate — dove il divieto di ripresa è categorico e noto persino ai bambini — effettuate senza l'uso di elmetti o minimi dispositivi di protezione. Se queste figure vengono definite "guide turistiche", siamo di fronte a vere e proprie "guide alla morte". ?Da un paio d’anni porto avanti una battaglia per fermare queste escursioni spericolate; l'appello è chiaro: non imitate chi non ha mai conseguito un diploma o una laurea in materie geologiche o archeologiche. Continuando così, rischiamo solo di leggere sulle prime pagine dei giornali la cronaca di nuovi morti per un comportamento irresponsabile che non deve essere assolutamente emulato.

Cronaca

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