Agli Stati Generali di Cagliari, Pittalis e Gasparri lanciano la sfida al centralismo. Sala piena al T-Hotel per chiedere il ritorno all'elezione diretta delle Province e meno burocrazia. La ricetta è semplice: chi ha responsabilità deve avere anche il portafoglio.
CAGLIARI – C’è una politica che si fa nei salotti televisivi e c’è una politica che si fa in trincea, dove i sindaci devono rispondere ai cittadini di buche, tasse e servizi sociali avendo le casse vuote e le mani legate. Sabato scorso, al T-Hotel di Cagliari, Forza Italia ha deciso di dare voce a questa seconda categoria, convocando gli "Stati generali degli Enti Locali".
La sala gremita non era solo coreografia. Era il segnale che il partito fondato da Berlusconi, in Sardegna, ha ancora radici profonde e voglia di contare. A guidare le danze l’onorevole Pietro Pittalis, coordinatore regionale, che ha impostato la giornata non come una passerella, ma come un atto di accusa contro il "centralismo inefficace".
Il male oscuro della burocrazia
Il concetto espresso da Pittalis è liberale nella sua essenza più pura: lo Stato (o la Regione) non può accentrare tutto su di sé per poi scaricare sui Comuni solo le grane.
L’assemblea ha messo nero su bianco una linea netta: servono autonomia reale e risorse. Oggi un sindaco ha responsabilità penali e civili enormi, ma spesso deve chiedere il permesso a dieci uffici diversi per spostare un lampione. Forza Italia propone di invertire la rotta: ridurre la burocrazia e dare agli amministratori "strumenti concreti".
Tornare a votare (davvero)
Tra le proposte più applaudite c’è quella che riguarda la democratizzazione. Da anni viviamo nel paradosso delle Province e delle Città Metropolitane governate da presidenti eletti con le cosiddette "elezioni di secondo livello". Un termine orribile per dire che i cittadini non votano, votano solo i consiglieri comunali. Un teatrino della politica che si vota addosso.
La proposta degli azzurri è chiara: si torni all’elezione diretta del Sindaco Metropolitano e del Presidente della Provincia. Che sia il popolo a scegliere da chi farsi governare, come accade in ogni democrazia che si rispetti.
I soldi e il turismo
Poi c’è il capitolo dolente: il denaro. Il programma presentato prevede meccanismi di compensazione per i Comuni turistici (che d'estate vedono decuplicare la popolazione e i costi dei servizi, ma non i trasferimenti statali) e per quelli con vincoli ambientali. Si chiede anche maggiore autonomia tributaria per chi ha i conti in ordine. Un principio di meritocrazia che non guasta.
La benedizione romana
A chiudere i lavori è arrivato il senatore Maurizio Gasparri, responsabile nazionale del settore Enti Locali. Uno che la macchina amministrativa la conosce bene e che ha benedetto il lavoro svolto nell'Isola da Pittalis, dal vice segretario Edoardo Tocco e dalla coordinatrice di Azzurro Donna, Ada Lai.
La sintesi politica è che Forza Italia vuole intestarsi la battaglia dei territori contro il palazzo.
La chiosa
L’onorevole Pittalis ha riassunto il senso della giornata con una frase che non ha bisogno di traduzioni dal politichese: «Gli enti locali non chiedono deleghe simboliche, ma funzioni vere, risorse certe e autonomia reale».
In sintesi: dateci i mezzi per lavorare, al resto penseranno i sindaci. Se Roma e Cagliari (intesa come Regione) capiranno l'antifona, ne beneficeranno tutti. Altrimenti continueremo ad avere amministratori eroi e servizi da terzo mondo.